Carta di credito - Uno strumento di pagamento collegato al conto corrente

Sul fronte della carta di credito sono riportati le generalità del titolare, il numero della carta e la sua scadenza, mentre sul retro si trova il codice di controllo CVV2 o CVC2 (codici che nelle transazioni on-line garantiscono che colui che sta effettuando il pagamento sia in possesso della carta) e un apposito spazio in cui il titolare è tenuto a porre la propria firma.

La carta di credito è uno strumento di pagamento collegato a un rapporto di conto corrente.

Attraverso questo strumento di pagamento "elettronico" è possibile:

  1. effettuare acquisti negli esercizi commerciali dotati di apposite apparecchiature elettroniche (P.O.S.- Point Of Sale) senza costi aggiuntivi e senza contanti, anche se non si è già conosciuti dall'esercente;
  2. effettuare acquisti on-line;
  3. prelevare contante presso lo sportello di alcune banche convenzionate e presso i Bancomat/A.T.M. di quasi tutte le banche del mondo (con l'addebito di una commissione proporzionale alla somma prelevata con un eventuale minimo predefinito nel contratto).
    Le somme spese o prelevate verranno addebitate sul conto solo successivamente (comunque non oltre 30 giorni, se in unica soluzione, o in un periodo più lungo se è stato concordato un pagamento a rate mensili)

Per ottenere una carta di credito, collegata al proprio conto corrente, è necessario fare richiesta all'ente emittente presentando, oltre che un documento d'identità e il codice fiscale, la documentazione relativa al proprio reddito (busta paga in caso di lavoratore dipendente, dichiarazione dei redditi in caso di lavoratore autonomo e cedolino della pensione per i pensionati).

Il rilascio della carta di credito è infatti subordinato a una valutazione circa l'effettiva capacità del richiedente di rimborsare le somme anticipate.

Alla carta verrà associato un fido, definito "plafond", che rappresenta il limite massimo mensile che il cliente potrà spendere utilizzando la carta.

La carta di credito offre questo servizio grazie ad un sistema di autorizzazione basato su 3 contratti,
sottoscritti dai 4 soggetti coinvolti:

  1. Contratto tra titolare della carta e banca o emittente:
    attraverso il quale la banca o l'emittente mette a disposizione del titolare della carta fondi spendibili attraverso i circuiti di pagamento o disponibili per il prelievo tramite A.T.M. Il titolare della carta si impegna a far sì che almomento dell'addebito il saldo sul conto sia sufficiente a coprire l'intero importo speso (o la rata mensile in caso di revolving).
  2. Contratto tra la banca o emittente e i circuiti di pagamento:
    i circuiti di pagamento si impegnano a pagare gli esercenti che hanno venduto beni o servizi o le banche che hanno anticipato contante. La banca e/o l'emittente si impegna a rimborsare in pari misura il circuito di pagamento.
  3. Contratto tra circuito di pagamento ed esercente (o banche che anticipano contante tramite sportello Bancomat - A.T.M.):
    il circuito di pagamento paga l'esercente (o la banca) entro un breve periodo (non oltre 30 giorni). In tal modo l'esercente non corre il rischio di ricevere dai clienti contante falso o assegni falsi o rubati. Per questi servizi l'esercente paga una commissione al circuito di pagamento.

A chi desidera pagare gli acquisti con la carta di credito, l'esercente dovrebbe chiedere un documento diidentità per identificare il titolare, verificando la coerenza del nominativo riportato sulla plastica e la firma apposta sul retro della stessa, ed evitare un uso illecito della carta.

Tale richiesta, rappresenta una tutela per il titolare della carta.

L'estratto conto fornisce un resoconto puntuale e trasparente di tutte le spese compiute nei 30 giorni precedenti l'addebito.

È uno strumento molto utile ai fini della sicurezza della carta poiché consente di visualizzare tutti i movimenti effettuati con la stessa e identificare eventuali movimenti non autorizzati.

Le operazioni riportate possono essere contestate inviando all'emittente un reclamo in forma scritta entro 60 giorni dalla data dell'invio dell'estratto conto.

In funzione della modalità di restituzione della somma ricevuta a credito, si distinguono le carte tradizionali, che prevedono il rimborso in un'unica soluzione e le carte revolving, che prevedono una restituzione rateizzata.

Esistono, inoltre, le carte di tipo tradizionale o revolving cosiddette co-branded, in quanto collegate al marchio (brand) di una specifica azienda, che permettono al titolare, in forza di accordi tra l'emittente delle carte e le singole aziende, di effettuare acquisti con una serie di facilitazioni (sconti e promozioni).

Appena ci si accorge dello smarrimento o del furto della carta di pagamento occorre:

  • bloccare subito la carta telefonando al numero verde fornito dall'emittente per permettere l'immediata attivazione delle procedure di sicurezza che impediscono ulteriori utilizzi della carta;
  • avere certezza di avere bloccato tutte le carte smarrite o rubate (sia di credito che di debito);
  • recarsi presso i Carabinieri o la Polizia per presentare la denuncia che dovrà essere successivamente
    consegnata alla propria banca.

I principali rischi sono quelli legati alle frodi: clonazione e phishing.

Con la clonazione, le informazioni contenute nella banda magnetica della carta vengono copiate, attraverso la manipolazione dei lettori utilizzati dagli sportelli Bancomat o dagli esercenti e, trasferite su analoghi supporti di plastica.

Recentemente, con l'inserimento del microchip, tale possibilità è stata bloccata.

Il phishing è un reato informatico che, attraverso l'invio di messaggi di posta elettronica in cui viene imitata la grafica di siti bancari o postali, mira a ottenere dalle "vittime" la password di accesso al conto corrente, le password che autorizzano i pagamenti oppure il numero della carta di credito ed il relativo codice di controllo.

È bene non comunicare mai a terzi, specialmente via mail o telefono, i dati della propria carta o le password di pagamento.

Per i pagamenti on-line, verificare che il sito offra una connessione protetta (l'indirizzo deve iniziare per "https" e presentare un lucchetto in basso a destra della pagina).

Monitorare il proprio estratto conto e, laddove si sospetti di essere stati vittime di una frode, seguire scrupolosamente le procedure indicate per il caso di furto o smarrimento informando immediatamente la propria banca.

Per prevenire il rischio di clonazione è consigliabile richiedere la sostituzione delle carte prive di microchip.

La legge prevede che la banca o l'istituto di credito emittente una carta di pagamento adotti tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza nell'utilizzo di questi strumenti.

Generalmente gli enti emittenti si avvalgono di sistemi di monitoraggio che spesso individuano tempestivamente possibili eventi fraudolenti, alcuni di questi sistemi prevedono anche l'invio di SMS gratuiti al titolare della carta per verificare la genuinità delle operazioni.

Alcuni istituti di credito offrono anche coperture assicurative che intervengono a risarcimento del cliente in diverse casistiche, quali clonazioni e frodi informatiche.

È bene sempre attenersi alle norme di utilizzo delle carte di pagamento e verificare quali tipi di coperture assicurative siano associate alla propria carta di pagamento.

8 febbraio 2013 · Gennaro Andele

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