Non si tratta di un aumento del canone ma di una rimodulazione: le simpatiche spiegazioni delle compagnie telefoniche

A parere delle compagnie telefoniche, non si parla di un aumento del canone ma di una rimodulazione: tutte le scuse delle compagnie telefoniche.

Gli operatori, per rispondere alle proteste degli utenti per questi aumenti mascherati, parlano di una rimodulazione che è in effetti una semplificazione, e che specialmente nella gestione dei rinnovi, garantisce una maggiore trasparenza agli utenti.

Strano, però, come queste variazioni siano effettuate maggiormente nel periodo estivo, forse per speculare sul fatto che gli utenti prestino minore attenzione.

Del resto la rimodulazione tariffaria che i gestori hanno attuato è perfettamente legale.

Hanno, infatti, rispettato la procedura prevista dall'articolo 70, comma 4, del codice delle comunicazioni elettroniche che gli consente una modifica unilaterale delle condizioni comunicando con congruo preavviso, non inferiore ad un mese, le modifiche intervenute e di informare contestualmente gli utenti della possibilità di recedere dal contratto senza penali qualora non trovassero convenienza nelle nuove condizioni.

Così si finisce per distorcere la concorrenza in uno dei rarissimi campi in cui ha funzionato.

Ora non si può più dire che quello delle telecomunicazione sia un libero mercato, dal momento che i più importanti gestori telefonici si allineano sempre, quasi in contemporanea, alle promozioni lanciate da un rivale annullando ogni possibilità di risparmio, qualorA ci fosse.

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