Oscuramento canali e omissione dal pagamento del Canone Rai: lo scenario

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Il canone Rai è sicuramente una delle tasse più odiate dagli italiani: ciò, non tanto per la qualità dei servizi offerti dalla tv di Stato, quanto piuttosto per come negli anni si sia adeguato al calo di popolarità della televisione divenendo una tassa sul semplice possesso di un qualsiasi apparecchio di ricezione, e non più sulla fruizione.

Il canone Rai è dunque divenuto una sorta di dogma cui non è possibile sfuggire, che si guardi o meno la tv.

La sentenza sopra esaminata, però, ha accolto l'istanza di un contribuente che si era opposto alla cartella esattoriale di riscossione del canone tv, producendo la domanda di richiesta di oscuramento inviata alla Rai.

Ovviamente l'amministrazione televisiva non aveva risposto e il fisco aveva proceduto all'emissione della relativa cartella, impugnata poi dal contribuente.

Questi, dopo la soccombenza innanzi alla commissione provinciale, non si era dato per vinto ed aveva proposto opposizione in secondo grado, trovando finalmente ragione con una decisione destinata non solo a far discutere, ma soprattutto a creare un precedente e divenire magari una via di fuga dalla tassa per la tv di Stato.

Secondo i magistrati laziali, infatti, la cartella è nulla, anche se il cittadino ha continuato a usufruire dei servizi tv.

È sufficiente, pertanto, che egli abbia fatto denuncia di oscuramento alla Rai e questa non abbia risposto.

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