Canone Rai e riscossione tramite bolletta elettrica » Arriva la guida definitiva: chiarimenti e casi border-line

In merito al canone rai e la sua novità, ovvero la riscossione tramite la bolletta elettrica a partire dal 1 gennaio 2016, siamo lieti di presentarvi un'utile guida definitiva, la quale spazia dai chiarimenti finali fino ai casi border-line.

Come ampiamente chiarito in questo blog, a partire dal 1 Gennaio 2016 sono cambiate le regole di riscossione del canone RAI ordinario, ovvero quello che grava sulle abitazioni private.

Sulla base di una presunzione di legge riguardo al possesso di apparecchi “atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive” da parte di privati che abbiano un'utenza elettrica ad uso domestico nella propria casa di residenza, è stato infatti introdotto l'addebito direttamente sulla bolletta.

Su chi non possiede gli apparecchi suddetti grava l'onere di inviare una comunicazione apposita una volta all'anno, su modulo predisposto dall'Agenzia delle entrate.

Da precisare che rimangono invariate le regole di riscossione per il canone speciale, relativo alle attività commerciali e/o imprenditoriali (negozi, ristoranti, uffici, etc.), non toccate dalla “riforma”.

Il canone Rai, e in questo nulla è cambiato, è una tassa che grava sul possesso della TV, o meglio di apparecchi “atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive”.

E' dovuto una sola volta (all'anno) per ogni famiglia anagrafica e per tutti gli apparecchi posseduti nei luoghi di residenza e/o domicilio dei soggetti appartenenti alla stessa.

Nel concetto di famiglia anagrafica sono comprese di solito le coppie di fatto, perché per famiglia anagrafica si intende “un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune (unico nucleo familiare)”.

La composizione del nucleo, in caso di dubbi, risulta dalla certificazione comunale.

Il Ministero dello sviluppo economico con una nota del 20/4/2016 ha chiarito che per apparecchio televisivo si intende “un apparecchio in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare, direttamente (in quanto costruito con tutti i componenti tecnici necessari) o tramite decoder o sintonizzatore esterno.

Per sintonizzatore si intende un dispositivo, interno o esterno, idoneo ad operare nelle bande di frequenze destinate al servizio televisivo secondo almeno uno degli standard previsti nel sistema italiano per poter ricevere il relativo segnale TV”.

Conseguentemente “non costituiscono apparecchi televisivi computer, smartphone, tablet, ed ogni altro dispositivo se privi del sintonizzatore per il segnale digitale terrestre o satellitare”.

La nota di quest'anno è andata ad integrare quella del 2012 che elencava esempi di apparecchi soggetti e non soggetti al canone. Si vedano per riferimenti i link utili in calce alla scheda.

Le radio non sono soggette al canone Rai ordinario ma solo a quello speciale (per ditte, negozi, etc.), quindi sono esenti da ogni pagamento solo se collocate in abitazioni private.

Comunque, fin dalle sue origini per il canone rai era prevista la presunzione di possesso di un apparecchio soggetto all'imposta nel caso di presenza di un'antenna televisiva, con pagamento su iniziativa del contribuente.

Da quest'anno, il 2016, la legge ha introdotto un'ulteriore presunzione nel caso in cui esista un'utenza elettrica nel luogo dove il soggetto ha la sua residenza anagrafica.

In questo modo lo Stato si è premurato di avere motivo di effettuare addebiti coattivi sulla bolletta elettrica, evitando che sia il contribuente a dover pagare di sua iniziativa.

La nuova presunzione di possesso opera dal 2016 in poi, senza retroattività.

Quindi niente azioni di controllo relative agli anni precedenti per coloro che non risultavano, fino al 2015, “abbonati” RAI.

Lo ha specificato il viceministro del Mininstero dell'economia rispondendo ad un'interrogazione parlamentare ed è chiaramente riportato sul sito dell'Agenzia delle entrate nelle domande frequenti.

Soggetti obbligati al pagamento del Canone Rai in bolletta elettrica a partire dal 2016

Sulla base della nuova presunzione detta sopra, dal 2016 paga il canone Rai chi ha intestata una “utenza elettrica residenziale” nella propria casa di residenza, con valore per tutto il proprio nucleo familiare e per tutti gli apparecchi televisivi posseduti in quella casa e nelle eventuali ulteriori.

Se nessun componente della famiglia anagrafica è titolare del contratto di fornitura di energia elettrica il pagamento deve avvenire ad opera del contribuente tramite modello F24 con i codici tributo che saranno fissati dall'Agenzia delle entrate. Solo per il 2016 il pagamento deve avvenire entro il 31/10/2016.

I vecchi archivi dei contribuenti del canone quindi non valgono più. Nel caso in cui l'intestatario della bolletta elettrica sia diverso dal “vecchio” intestatario del canone l'Agenzia delle entrate provvede alla voltura d'ufficio.

Per le nuove utenze, la compagnia che eroga la fornitura di corrente elettrica dovrà – al momento della stipula del contratto – raccogliere la dichiarazione del cliente in ordine alla residenza anagrafica nel luogo di fornitura, e il cliente sarà tenuto a comunicare ogni successiva variazione.

Oltre ai non possessori di apparecchi televisivi sono esenti dal pagamento del canone Rai:

  • gli agenti diplomatici, i funzionari o gli impiegati consolari, i funzionari di organizzazioni internazionali, i militari di cittadinanza non italiana o il personale non residente in Italia di cittadinanza non italiana appartenenti alle forse NATO di stanza in Italia.
  • gli ultra75enni a basso reddito.

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