Come impugnare la richiesta del pagamento del Canone Rai in caso non fosse dovuta

Attenzione » il contenuto dell'articolo è poco significativo oppure è stato oggetto di revisioni normative e/o aggiornamenti giurisprudenziali successivi alla pubblicazione e, pertanto, le informazioni in esso contenute potrebbero risultare non corrette o non attuali. Potrai trovare i post aggiornati sull'argomento nella sezione di approfondimento, oppure qui o consultando questa sezione.

Nel caso il contribuente si adoperi tardi a comunicare l'avvenuto pagamento o il diritto all'esenzione per il canone Rai, come effettuare ricorso?

Ci sono due modi per impugnare la richiesta di pagamento del Canone Rai. Il primo sistema è quello di rivolgersi al Garante del contribuente, che è presente presso ogni Direzione Regionale delle Entrate e nelle province autonome di Trento e Bolzano inviando un'istanza in carta libera.

Il secondo metodo è quello dell'autotutela. Se il contribuente ritiene che le somme richieste non siano dovute, in tutto o in parte, può presentare istanza di autotutela all'ufficio che ha emesso la richiesta di pagamento, facendo, tuttavia, attenzione alla tempistica in quanto la presentazione dell'istanza non interrompe il decorso del termine utile (60 giorni dalla notifica della cartella) entro il quale può essere effettuato il pagamento prima che inizi la riscossione coattiva o per l'impugnazione della cartella.

Va presentata in carta semplice in maniera autonoma oppure mediante dichiarazione messa a verbale durante un'audizione presso l'ufficio; può anche essere inclusa in un atto processuale relativo ad altra controversia con l'ufficio fiscale.

Le richieste di annullamento o di rinuncia all'imposizione devono essere indirizzate agli Uffici competenti a procedere oppure al Garante del Contribuente. Nel caso in cui la richiesta sia inviata a un Ufficio incompetente, questo è tenuto a trasmetterla all'Ufficio competente, dandone comunicazione al contribuente.

L'istanza non ha un contenuto predeterminato; essa deve comunque indicare gli estremi dell'atto del quale si richiede l'annullamento o la revoca e i motivi a fondamento della richiesta (v. modello di seguito riportato).

In ultima istanza è sempre consentito il ricorso al giudice. In questo caso, trattandosi di un tributo, per il giudizio è competente la Commissione Tributaria Provinciale.

14 gennaio 2016 · Gennaro Andele

Offri il tuo contributo alla visibilità di indebitati.it

Ti chiediamo di contribuire ad accrescere la visibilità di indebitati.it cliccando su una delle icone posizionate qui sotto: per condividere, con un account Facebook, Google+ o Twitter, il contenuto di questa pagina oppure per iscriverti alla newsletter o al feed della comunità. Qualora lo preferissi, puoi seguirci sui social cliccando qui. Un grazie, per la tua attenzione, dallo staff.

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Altre info



Cerca