Cambializzazione dei debiti – accettarla significa preparare il cappio al boia


All'accordo transattivo si aggiunge, non di rado, un piano di rientro del debito basato su una rimodulazione degli importi e delle scadenze convenute nel contratto originario. Si tratta, in pratica, di un piano di rateazione tipico di una operazione di consolidamento dell'esposizione debitoria: rate di importo più contenuto a fronte di un periodo di ammortamento di  durata maggiore.
Alcune società di recupero crediti propongono, all'accettazione del debitore, un accordo transattivo che prevede una ipotesi a saldo e stralcio delle posizioni debitorie pregresse, con un abbattimento degli importi a capitale e una riduzione degli interessi maturati.
Ecco, dunque, pronto  il piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi. E' a  questo punto che, il più delle volte, viene servita la polpetta avvelenata.  Si chiama "cambializzazione del debito". Si propone, cioè,  l'accettazione del "vantaggioso" accordo subordinandolo alla sola condizione che il debitore  emetta cambiali, a beneficio della società di recupero crediti, in numero, importo e scadenze temporali che ricalcano  quanto previsto nel piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi.

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Commenti e domande dei lettori

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  • norma 3 novembre 2013 at 18:12

    Buonasera,
    sto trattando con una società di recupero crediti. Vorrei chiedere se c'è
    un'alternativa praticabile all'emissione di cambiali.
    Grazie.

    • Simonetta Folliero 3 novembre 2013 at 18:48

      Il bollettino postale; oppure l'esattore può direttamente passare a ritirare la rata ogni mese, previo accordi.

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