Cambiali non pagate e non protestate possono essere utilizzate in ricorso per decreto ingiuntivo - se il credito non è prescritto

Diamo per scontato che il defunto non sia stato protestato per le cambiali non pagate e che le cambiali non possano essere utilizzate come titolo esecutivo. Visti i tempi a cui si riferisce la vicenda, i termini per l'azione cambiaria diretta e di regresso sono assunti come prescritti.

Il creditore si dovrà allora rivolgere necessariamente al giudice per l'emanazione di un decreto ingiuntivo su cui basare poi l'azione di esecuzione forzata. Oltre a disporre del titolo di credito non pagato egli dovrà dare prova scritta del proprio credito, mediante un contratto, una fattura, etc.etc.

E soprattutto, questo il punto, egli dovrà dare prova che all'epoca del decesso del debitore il credito non era prescritto.

Se raggiunge questo obiettivo, potrebbe poi rivalersi sul coniuge superstite, in quanto erede.

Sarebbe comunque necessario, come sempre, acquisire informazioni puntuali per capire per conto di chi lo studio legale agisce. E se chi vanta la pretesa è legittimato.

Va anche richiesta la documentazione probante: copia delle cambiali e copia delle ricevute di raccomandate AR relative a comunicazioni inviate al debitore per la costituzione in mora e l'interruzione dei termini di prescrizione.

Il contesto deve essere approfondito e chiarito nei dettagli, prima di poter pianificare qualsiasi strategia difensiva.

12 ottobre 2012 · Andrea Ricciardi

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