Call center e Autorità per la tutela della privacy: le conclusioni

L'uso massiccio delle “telefonate mute” ha assunto le sembianze di un vero e proprio caso sociale, tanto da spingere l'Autorità per la tutela della privacy a intervenire con la predisposizione di uno schema di regolamento finalizzato a circoscrivere il fenomeno ed evitare, in futuro, l'induzione nei destinatari di stati di ansia ed allarme.

Se si legge lo schema di provvedimento si scopre che il Garante si era già occupato del fenomeno, contro due aziende specifiche colpevoli di telefonate mute: Enel e Reitek.

È il provvedimento del Garante numero 474 del 6 dicembre 2011 con il quale l'Autorità ha prescritto a Enel Energia S.p.A. e Reitek S.p.A. l'adozione di una serie di misure per rendere, tra l'altro, le modalità del trattamento dei dati personali dei destinatari di iniziative di telemarketing conformi ai principî di correttezza e liceità, anche in relazione all'effettuazione di chiamate cosiddette mute.

Le due aziende si sono opposte, ma il Tribunale di Roma a settembre ha dato loro torto e ragione all'Autorità per la tutela della privacy.

Che quindi ha avuto la strada spianata per estendere l'azione, contro le telefonate mute, a tutto il settore.

26 novembre 2013 · Giovanni Napoletano

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