Regole ed esempi di calcolo per il pignoramento di stipendi e pensioni - Capienza in caso di concorso di più pignoramenti

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Se il creditore procedente agisce nei confronti del debitore per un credito ordinario, e gli viene assegnata una quota effettiva uguale alla quota massima teorica (pari ad un quinto della componente assoggettabile a pignoramento dello stipendio o della pensione), un successivo creditore per debiti ordinari potrà reclamare una quota dello stipendio o della pensione del debitore solo dopo che il creditore ordinario antecedente sarà stato integralmente rimborsato.

Supponiamo che il debitore disponga di un reddito percepito di 1000 euro a titolo di stipendio e che al primo creditore ordinario procedente, una banca, sia assegnata una quota effettiva di pignoramento pari a quella massima teorica, cioè 200 euro. Un secondo creditore, poniamo una finanziaria, che voglia ottenere dal debitore il rimborso di un prestito personale restato insoluto, dovrà attendere che alla banca sia stato rimborsato l'intero credito per cui si era rivolta al giudice.

Se il creditore procedente agisce nei confronti del debitore per un credito esattoriale, e gli viene assegnata una quota effettiva uguale al 10%, un successivo creditore per debiti esattoriali potrà reclamare un altro 10% dello stipendio o della pensione del debitore; un terzo creditore per debiti esattoriali potrà reclamare una quota dello stipendio o della pensione del debitore solo dopo che uno dei creditori esattoriali antecedenti sarà stato integralmente rimborsato.

Supponiamo che il debitore disponga di un reddito percepito di 1900 euro a titolo di pensione e che al primo creditore esattoriale procedente, l'Agenzia delle entrate, venga assegnata una quota effettiva di pignoramento pari a quella massima teorica (1/7 della componente assoggettabile a pignoramento di 1400 euro), vale a dire 200 euro. Un secondo creditore, il Comune di Canicatti, che voglia ottenere il rimborso dell'ICI non versata dal debitore, potrà rivendicare quello che resta per coprire il 20% della quota globale pignorabile per crediti esattoriali, cioè 80 euro. Un terzo creditore, poniamo l'INPS che pretenda il rimborso di contributi evasi, dovrà attendere che alla Agenzia delle entrate o al Comune di Canicattì sia stato rimborsato l'intero credito per cui si era rivolta al giudice.

Diverso il meccanismo per crediti alimentari, laddove, come abbiamo visto, non esiste una quota massima teorica fissata per legge. Se il creditore procedente agisce nei confronti del debitore per un credito alimentare, un successivo creditore per debiti alimentari potrà reclamare una quota dello stipendio o della pensione del debitore solo se c'è capienza.

Ad esempio, il debitore disponga di un reddito percepito di 2600 euro a titolo di pensione e ipotizziamo che al primo creditore procedente, il coniuge separato, a cui non è stato versato l'assegno di mantenimento mensile fissato in sede giudiziale, venga assegnata una quota effettiva di pignoramento di 450 euro. Supponiamo anche che sulla pensione già insistano un pignoramento per debiti esattoriali nella misura di 300 euro (1/7 della componente assoggettabile a pignoramento di 2100 euro) ed una cessione del quinto per 520 euro. Un secondo creditore, il padre del debitore, che, versando in condizioni di indigenza voglia ottenere, avendone diritto, un assegno alimentare, dovrà accontentarsi del pignoramento di soli 30 euro, poiché la capienza residua per i pignoramenti azionabili è proprio pari a soli 30 euro, dal momento che 1270 euro (dei 1300 disponibili) sono già impegnati per cessione del quinto e per azioni esecutive pregresse.

Ancora, pensiamo al debitore che disponga di un reddito di pensione da 1100 euro con in corso una cessione del quinto per 220 euro. Immaginiamo che sulla pensione insistano un pignoramento pregresso per debiti esattoriali per 85 euro (1/7 della componente assoggettabile a pignoramento di 600 euro) nonché un pignoramento per crediti alimentari di 200 euro. Se, a questo punto, nei confronti del debitore agisse un creditore per debiti ordinari, la quota teorica massima pignorabile sarebbe di 120 euro (un quinto della componente assoggettabile a pignoramento di 600 euro). Ma, la capienza residua per i pignoramenti azionabili è di 45 euro. Ergo, il creditore "ordinario" procedente dovrà accontentarsi di un rimborso di soli 45 euro al mese.

Come abbiamo avuto modo di accennare in altre sezioni dell'articolo, le cose non cambiano, per quanto attiene la capienza residua per i pignoramenti azionabili se il debitore ha in corso il cosiddetto "doppio quinto" (cioè una cessione del quinto ed un prestito delega) oppure solo una cessione del quinto.

Ad esempio, per un reddito percepito da stipendio di 1110 euro con doppio quinto in corso di 440 euro, la capienza residua relativa ai pignoramenti azionabili è pari a 330 euro risultato della differenza fra 550 euro (metà del reddito percepito) e 220 euro (rateo per il rimborso della cessione del quinto). Allo stesso risultato si perverrebbe nel caso in cui il debitore, con il medesimo reddito da stipendio, avesse in corso la sola cessione del quinto. Questo per dire che l'eventuale stipula di un prestito delega non ha alcun effetto sull'ammontare della capienza residua per i pignoramenti azionabili nei confronti del debitore.

Commenti e domande dei lettori

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  • mdo 14 marzo 2015 at 13:21

    Ho avuto richiesta di pignoramento dello stipendio da parte di una finanziaria per non aver pagato il credito che mi ha concesso.Siccome il mio stipendio è variabile e cioè non è fisso mensilmente in quanto percepisco indennità e bonus per alcuni mesi dell'anno la trattenuta sarà anch'essa variabile questo è quanto vuole stabilire il giudice escludendo anche due cessioni in corso sullo stipendio.Inoltre la controparte fa richiesta anche di prelevare un quinto dalla tredicesima.Vorrei sapere se tutto questo è legale.

    • Annapaola Ferri 14 marzo 2015 at 13:49

      Purtroppo sì. Tanto è vero che il massimo prelevabile mensilmente per il pignoramento dallo stipendio è espresso nella misura percentuale del 20%, proprio per prevedere la fluttuazione della retribuzione (si pensi allo straordinario per stipendi che pure non hanno altre componenti variabili). Nel pignoramento è inclusa anche la tredicesima, ahimé.

      Il prestito delega (forse quello che lei indica come seconda cessione) non incide a limitare la quota effettivamente pignorabile. La cessione del quinto sì, ma l'effetto si concretizza solo quando sullo stipendio insistono già rilevanti prelievi forzosi per crediti alimentari (il coniuge separato che chiede alimenti non versati) o esattoriali (Equitalia).

      Alla fine della fiera, la verifica da fare è che decurtati tutti i pignoramenti e la cessione del quinto quello che resta al debitore esecutato non deve risultare meno della metà della retribuzione.

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