Regole ed esempi di calcolo per il pignoramento di stipendi e pensioni - La componente dello stipendio e della pensione assoggettabile a pignoramento

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Dobbiamo quindi definire la componente assoggettabile a pignoramento per stipendi e pensioni.

Per la determinazione della componente assoggettabile a pignoramento le cose sono differenti a seconda che si tratti di pensioni o stipendi. Per le pensioni entra in gioco il cosiddetto "minimo vitale impignorabile". Al pensionato, infatti, è riconosciuta una componente non pignorabile della pensione necessaria alla sopravvivenza, che assumeremo per semplicità di calcolo, anche nel seguito, essere pari a 500 euro mese; i giudici, di solito, la valutano come equivalente al trattamento minimo di pensione indicato dall'INPS.

Passando al pratico, se la retribuzione stipendiale è di 1400 euro, la componente assoggettabile a pignoramento resta pari a 1400 euro. Se, invece, occupandoci di pensioni, il rateo mensile percepito risulta di 1300 euro, la componente assoggettabile a pignoramento è limitata ad 800 euro.

Commenti e domande dei lettori

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  • mdo 14 marzo 2015 at 13:21

    Ho avuto richiesta di pignoramento dello stipendio da parte di una finanziaria per non aver pagato il credito che mi ha concesso.Siccome il mio stipendio è variabile e cioè non è fisso mensilmente in quanto percepisco indennità e bonus per alcuni mesi dell'anno la trattenuta sarà anch'essa variabile questo è quanto vuole stabilire il giudice escludendo anche due cessioni in corso sullo stipendio.Inoltre la controparte fa richiesta anche di prelevare un quinto dalla tredicesima.Vorrei sapere se tutto questo è legale.

    • Annapaola Ferri 14 marzo 2015 at 13:49

      Purtroppo sì. Tanto è vero che il massimo prelevabile mensilmente per il pignoramento dallo stipendio è espresso nella misura percentuale del 20%, proprio per prevedere la fluttuazione della retribuzione (si pensi allo straordinario per stipendi che pure non hanno altre componenti variabili). Nel pignoramento è inclusa anche la tredicesima, ahimé.

      Il prestito delega (forse quello che lei indica come seconda cessione) non incide a limitare la quota effettivamente pignorabile. La cessione del quinto sì, ma l'effetto si concretizza solo quando sullo stipendio insistono già rilevanti prelievi forzosi per crediti alimentari (il coniuge separato che chiede alimenti non versati) o esattoriali (Equitalia).

      Alla fine della fiera, la verifica da fare è che decurtati tutti i pignoramenti e la cessione del quinto quello che resta al debitore esecutato non deve risultare meno della metà della retribuzione.

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