Regole ed esempi di calcolo per il pignoramento della pensione - Capienza in caso di concorso di più pignoramenti

Se il creditore procedente agisce nei confronti del debitore per un credito ordinario, e gli viene assegnata una quota effettiva uguale alla quota massima teorica (pari ad un quinto della componente assoggettabile a pignoramento della pensione), un successivo creditore per debiti ordinari potrà reclamare una quota della pensione del debitore solo dopo che il creditore ordinario antecedente sarà stato integralmente rimborsato.

Supponiamo che il debitore disponga di un reddito percepito di 2150 euro a titolo di pensione e che al primo creditore esattoriale procedente, l'Agenzia delle entrate, venga assegnata una quota effettiva di pignoramento pari a quella massima teorica (1/7 della componente assoggettabile a pignoramento di 1400 euro), vale a dire 200 euro. Un secondo creditore, il Comune di Canicatti, che voglia ottenere il rimborso dell'ICI non versata dal debitore, potrà rivendicare quello che resta per coprire il 20% della quota globale pignorabile per crediti esattoriali, cioè 80 euro. Un terzo creditore, poniamo l'INPS che pretenda il rimborso di contributi evasi, dovrà attendere che alla Agenzia delle entrate o al Comune di Canicattì sia stato rimborsato l'intero credito per cui si era ricorsi al giudice.

Diverso il meccanismo per crediti alimentari, laddove, come abbiamo visto, non esiste una quota massima teorica fissata per legge. Se il creditore procedente agisce nei confronti del debitore per un credito alimentare, un successivo creditore per debiti alimentari potrà reclamare una quota della pensione del debitore solo se c'è capienza.

Ad esempio, il debitore disponga di un reddito percepito di 2850 euro a titolo di pensione e ipotizziamo che al primo creditore procedente, il coniuge separato, a cui non è stato versato l'assegno di mantenimento mensile fissato in sede giudiziale, venga assegnata una quota effettiva di pignoramento di 450 euro. Supponiamo anche che sulla pensione già insistano un pignoramento per debiti esattoriali nella misura di 300 euro (1/7 della componente assoggettabile a pignoramento di 2100 euro) ed una cessione del quinto per 520 euro. Un secondo creditore, il padre del debitore, che, versando in condizioni di indigenza voglia ottenere, avendone diritto, un assegno alimentare, dovrà accontentarsi del pignoramento di soli 30 euro, poiché la capienza residua per i pignoramenti azionabili è proprio pari a soli 155 euro, dal momento che 1270 euro (dei 1425 disponibili) sono già impegnati per cessione del quinto e per azioni esecutive pregresse.

Ancora, pensiamo al debitore che disponga di un reddito di pensione da 1350 euro con in corso una cessione del quinto per 220 euro. Immaginiamo che sulla pensione insistano un pignoramento pregresso per debiti esattoriali per 85 euro (1/7 della componente assoggettabile a pignoramento di 600 euro) nonché un pignoramento per crediti alimentari di 325 euro. Se, a questo punto, nei confronti del debitore agisse un creditore per debiti ordinari, la quota teorica massima pignorabile sarebbe di 120 euro (un quinto della componente assoggettabile a pignoramento di 600 euro). Ma, la capienza residua per i pignoramenti azionabili è di 45 euro (1350/2 - 220 - 85 - 325). Ergo, il creditore "ordinario" procedente dovrà accontentarsi di un rimborso di soli 45 euro al mese.

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