Bonus bebè - Il decreto ministeriale

Si, ci sono delle novità su questo fronte: da Maggio 2013 dovrebbero partire i contributi introdotti a livello sperimentale dal Ministero del Lavoro, per gli anni 2013/2015, a favore delle mamme che rientrano nel mondo del lavoro al termine del congedo di maternità.

Si tratta di una misura previdenziale sperimentale avviata con la riforma del lavoro Fornero e l'obiettivo è quello di offrire un sostegno per permettere alla madre di usufruire dei servizi per l'infanzia.

Infatti, il 22 dicembre 2012 è stato approvato il decreto del Ministro del Lavoro che dà il via libera al bonus bebè per le mamme lavoratrici.

In rilievo, tra gli altri, l'articolo 4 del decreto, che recita: La madre lavoratrice, al termine del periodo di congedo di maternità e negli undici mesi successivi, ha la facoltà di richiedere, in luogo del congedo parentale, un contributo utilizzabile alternativamente per il servizio di baby-sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, ai sensi dell'articolo 4, comma 24, lettera b), della legge numero 92 del 2012. La richiesta può essere presentata anche dalla lavoratrice che abbia già usufruito in parte del congedo parentale.

Quindi, negli undici mesi successivi al periodo di congedo per maternità la madre potrà chiedere un contributo utilizzabile per la baby sitter o per l'asilo nido.

Il contributo sarà di 300 euro mensili erogabili per massimo sei mesi.

L'importo si riduce per le lavoratrici part time, proporzionalmente rispetto alla ridotta prestazione lavorativa.

Le lavoratrici iscritte alla gestione separata possono beneficiare del contributo per massimo tre mesi.

Il bonus per il servizio di baby-sitting verrà erogato attraverso il sistema dei buoni lavoro, mentre nel caso di fruizione della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, il beneficio consisterà in un pagamento diretto alla struttura prescelta.

La mamma dovrà però rinunciare, per ogni mese di incentivo, al corrispondente periodo di astensione facoltativa.

Non potranno accedere ai bonus, invece, le madri che sono totalmente esenti dal pagamento delle rette degli asili e nemmeno le genitrici che usufruiscono dei benefici del "Fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità " .

Per tutte le altre, per poter usufruire dei bonus, la richiesta dovrà essere inoltrata telematicamente su una sezione del sito INPS predisposta.

Le fasi del rilascio prevedono l'apertura di un bando (sempre da parte dell'INPS), con fissazione del termine temporale per la presentazione delle domande.

Successivamente verrà compilata una graduatoria nazionale che terrà conto del valore dell'ISEE dei richiedenti.

Nei 15 giorni successivi le lavoratrici presenti in graduatoria, potranno ritirare il voucher presso le sedi INPS.

Possono fare la domanda, e quindi partecipare al bando, anche le future madri la cui data presunta del parto cade nei quattro mesi dalla scadenza del bando stesso.

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