Confermato il bonus bebè nel trienno 2015-2017: panoramica e dettagli

Attenzione » il contenuto dell'articolo è poco significativo oppure è stato oggetto di revisioni normative e/o aggiornamenti giurisprudenziali successivi alla pubblicazione e, pertanto, le informazioni in esso contenute potrebbero risultare non corrette o non attuali. Potrai trovare i post aggiornati sull'argomento nella sezione di approfondimento, oppure qui o consultando questa sezione.

1. Bonus bebè 2015 » Arriva la conferma con il decreto attuativo: ecco quali sono le novità e la panoramica degli incentivi
2. La panoramica sull'incentivo del bonus bebè nel triennio 2015-2017
3. Ma il bonus bebè non è era già operativo nel 2014?
4. Come funziona l'incentivo del bonus bebè?
5. Quali sono i requisiti per l'accesso al beneficio del bonus bebè?
6. Come va presentata la domanda per usufruire del bonus bebè?
7. Quali sono i soggetti che possono ottenere l'accesso al beneficio del bonus bebè?
8. Entro quando va presentata la domanda per ottenere l'accesso al beneficio del bonus bebè?
9. In quali casi l'assegno di cui si beneficia accedendo al beneficio del bonus bebè raddoppia?

Bonus bebè 2015 » Arriva la conferma con il decreto attuativo: ecco quali sono le novità e la panoramica degli incentivi

Bonus bebè per il triennio 2015-2017: arriva, finalmente, la conferma dell'incentivo grazie alla pubblicazione del decreto attuativo. Ecco quali sono le novità e la panoramica degli incentivi

Sono state rese operative le disposizioni attuative del bonus bebè, ovvero la misura di incentivo alla natalità introdotta dalla legge di Stabilità 2015.

Il 10 aprile 2015, infatti, è approdato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2015 che definisce le modalità di presentazione della domanda per ottenere l'assegno di 960 euro annui.

Ma, più dettagliatamente, chi può accedere al contributo del bonus bebè? Quali sono i requisiti per usufruirne?

A queste e ad altre domande risponderemo esaustivamente nei paragrafi successivi.

La panoramica sull'incentivo del bonus bebè nel triennio 2015-2017

Nei prossimi giorni l’INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale) dovrebbe rendere disponibile sul proprio sito web il modulo per al Bonus Bebè, il contributo promosso dal Governo per incentivare la natalità delle famiglie italiane sostenendone con l’erogazione dello Stato le spese per il sostegno del neonato.

In linea piuttosto generale, il Bonus Bebè è un assegno da 80 euro al mese, per un totale annuo erogato di 960 euro annui, riconosciuto alle famiglie con reddito/ISEE fino a 25.000 euro annui per ogni figlio nato o adottato nel triennio 2015, 2016 e 2017.

Il contributo previsto dalla legge sale a 1.920 euro annui, 160 euro al mese, se il reddito/ISEE non supera 7.000 euro.

La previsione di spesa per lo Stato italiano dall'introduzione di questo bonus è di 202 milioni di euro per l’anno 2015, cifra destinata a salire nel biennio successivo: le previsioni di spesa sono state infatti poste a 607 milioni di euro per il 2016 e a 1,012 miliardi di euro per il 2017. Il Bonus Bebè potrebbe tuttavia essere esteso fino al 2020 qualora i fondi riservati venissero riconfermati con ulteriori disposizioni.

In questo senso, l’importo dell’assegno e la soglia di reddito potrebbero cambiare per decreto, previa sospensione dell’accettazione delle domande, se l’INPS rilevasse uno sforamento di questi tetti per tre mesi consecutivi.

Ma il bonus bebè non è era già operativo nel 2014?

Come noto, il bonus bebè era stato introdotto nella legislazione del 2014: per il 2015, infatti, sono usufruibili quasi tutte le agevolazioni e i bonus del 2014, ci sono alcune novità, però, soprattutto introdotte dalla Legge di Stabilità 2015 (legge 190/2014).

Con la legge di stabilità 2015 è stata sancita la reintroduzione del bonus bebè, ovvero la corresponsione di un assegno per nati e adottati nel triennio 2015/2017.

Già previsto dal 2014, ma non ancora operativo, il nuovo fondo nuovi nati istituito a partire dal 2014 al posto del precedente fondo credito nuovi nati.

Per gli interventi in favore della famiglia vengono assegnati anche altri fondi (112 milioni di euro) destinati in parte allo sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia e in parte ad alimentare il già esistente “fondo per la distribuzione delle derrate alimentari alle persone indigenti” che finanzia programmi nazionali di distribuzione svolti da organizzazioni caritatevoli (mense per i poveri, distribuzione cibo, etc.).

Nell'intervento di oggi, però, ci occuperemo principalmente del bonus bebè.

Come funziona l'incentivo del bonus bebè?

Come funziona, in particolare, l'incentivo del bonus bebè per le neo mamme?

Per ogni figlio nato o adottato tra il 1 Gennaio 2015 e il 31 Dicembre 2017 è riconosciuto un assegno di 960 euro annui erogato mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione.

Tale assegno, che non concorre a formare reddito tassabile, è corrisposto fino al compimento del terzo anno di età ovvero fino al terzo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito di adozione.

E' corrisposto a figli di cittadini italiani, di uno stato UE o di cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno, residenti in italia, a condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente sia in condizioni economiche corrispondente ad un ISEE non superiore a 25.000 euro annui. L'importo dell'assegno è raddoppiato nel caso di ISEE non superiore a 7.000 euro annui.

L'assegno è corrisposto dall'INPS dietro domanda da presentarsi con modalità che dovranno essere fissate da un decreto (Dpcm) che dovrebbe arrivare entro i primi giorni di Febbraio 2015.
In futuro, dal momento in cui l'erogazione sarà a regime, l'importo degli assegni potrebbe essere rivisto, così come i valori dell'Isee.

Quali sono i requisiti per l'accesso al beneficio del bonus bebè?

Bonus bebè: nel triennio 2015-2017, quali sono, nel dettaglio, i requisiti d'accesso per il beneficio del bonus bebè.

Alle neo mamme dal 1° gennaio 2015 spetta per ciascun figlio nato a partire da tale data un assegno di 960,00 euro che verrà erogato mensilmente dall'INPS previa richiesta e quindi previa presentazione della domanda su apposito modulo INPS da parte della mamma.

Possono presentare domanda bonus bebè INPS le mamme che partoriranno uno più bimbi dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017 o che adotteranno un bimbo in questo arco di tempo. Il pagamento del bonus, sarà mantenuto tale finché rimarranno invariati i requisiti di accesso al beneficio fiscale, e comunque non oltre il terzo anno del bambino.

Per quanto riguarda il requisiti reddituali neo mamme e le modalità di concessione dell'agevolazione, il testo della Legge di Stabilità 2015 riconosce misure per la famiglia, che al fine di incentivare la natalità in Italia e contribuire alle spese per ogni figlio nato o adottato, lo Stato riconosce un assegno annuale di 960,00 euro pagato mensilmente dall'INPS a partire dal mese di nascita o di adozione. Ciò significa che se un figlio nasce a febbraio 2015 l'assegno parte da febbraio se invece nasce il 20 settembre 2015 il pagamento del bonus parte da settembre.

La durata del beneficio è invece fino al terzo anno di vita del bambino, sempre che la neo mamma mantenga il possesso dei requisiti, ovvero, non venga superato il limite di reddito bonus bebè che dal 2015 al 2017 è complessivamente non superiore a 25.000 euro e per i nuclei più poveri a 7.000 euro di reddito ai fini ISEE 2015. Tale soglia reddituale va considerata come somma dei redditi dei genitori e riferito all'anno solare precedente a quello della nascita del bambino beneficiario dell'assegno. Il predetto limite di reddito, non è previsto a partire dal quinto figlio in poi.

Quanto spetta alla neo-mamma per ogni figlio nato o adottato a partire dal 2015? L'importo del bonus bimbo INPS è di 80 euro se il reddito è inferiore ai 25.000 euro e 160 euro se il reddito non è superiore a 7.000 euro.



Come va presentata la domanda per usufruire del bonus bebè?

Come presentare correttamente la domanda all'Inps per poter usufruire del beneficio del bonus bebè.

La neo-mamma, per usufruire dell'agevolazione di 80 euro al mese per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, deve presentare la domanda di accesso al bonus bebè all'INPS.

Ciò, presentando il modulo bonus bebè INPS per via telematica direttamente se si possiede il PIN dispositivo dell'INPS, oppure, recandosi presso Caf e Patronati, intermediari abilitati che provvederanno a compilare il modello di domanda e trasmetterlo online all'Istituto. Per il modulo occorre però attendere il decreto attuativo che ancora non è stato emanato.

Al momento le domande sono bloccate, ma il decreto attuativo sta per essere emanato. Una volta sbloccata la situazione, l'INPS provvederà ed emanare specifica circolare con le modalità per presentare la domanda che dovrà avvenire comunque entro 90 giorni dalla nascita del bambino, poiché il pagamento mensile decorre dal mese di nascita o di entrata del figlio adottivo in famiglia.

Se la domanda viene presentata oltre i 90 giorni, il bonus viene erogato dall'Inps a partire dalla data di presentazione del modulo e dell'accoglimento da parte dell'Istituto.
Una volta presentata la domanda bonus bebè all'INPS, l'Istituto provvede a verificare il possesso dei requisiti della neo mamma ed erogare la somma di 80 euro al mese per un totale di 960,00 euro per 3 anni dal 2015 al 2017 senza bisogno di ripresentare la domanda, fatta eccezione per la consegna dell'ISEE annuale.

Si ricorda che l'assegno non è cumulativo ai fini IRPEF.

Quali sono i soggetti che possono ottenere l'accesso al beneficio del bonus bebè?

Quali sono, nel dettaglio, i soggetti fisici che possono beneficiare dell'agevolazione del bonus bebè.

Possono accedere alla presentazione della domanda bonus bebè 2015 all'INPS ai fini di riconoscimento delle 80 euro mensili, ovvero, un assegno di 960,00 euro all'anno, le neo mamme o mamme adottive:

Per le neo mamme possibilità anche di richiedere l'assegno di maternità 2015 Stato e Comune, sempre se si possiedono i requisiti per beneficiare del contributo, ovvero, assegno a carico dello Stato per madri naturali e adottive, per padri anche adottivi lavoratori anche precari mentre quello erogato dal Comune e pagato dall'INPS per le neo mamme disoccupate.

Da chiarire che il bonus bebè spetta solo ai bambini nati a partire dal 1° gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2017, per cui se il bimbo nasce alle 11:59 del 31 dicembre 2014 la neo mamma non ha diritto all'agevolazione con assegno mensile ma secondo le modalità previste bonus bebè fondo nuovi nati quindi voucher baby sitter e asilo nido, stessa cosa se nasce, o entra in famiglia se adottato, il 1° gennaio 2018.

Per essere sicuri al 100%, si deve attendere il decreto ufficiale che come abbiamo detto sopra è da adottarsi entro 30 giorni dall'entrata in vigore della nuova manovra finanziaria.

Entro quando va presentata la domanda per ottenere l'accesso al beneficio del bonus bebè?

Entro quanti giorni, a partire dalla nascita del proprio figlio, va presentata la domanda di accesso al beneficio del bonus bebè?

Come accennato, il bonus bebè ha durata triennale, ma sarà sufficiente richiederlo solo il primo anno. Per il secondo e il terzo sarà sufficiente rinnovare l'Isee.

La domanda dovrà essere presentata all'istituto di previdenza entro 90 giorni dalla nascita del figlio. In tal caso non si perde alcuna mensilità, mentre se la richiesta sarà effettuata dopo i 90 giorni il bonus decorrerà da tale data.

Poiché il decreto arriva successivamente al periodo di applicazione del bonus (che è valido per i nati o gli adottati dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017), in prima applicazione i 90 giorni si calcoleranno dalla data di entrata in vigore del decreto stesso e quindi non si perderà alcuna mensilità.

Come anticipato, per il secondo e il terzo anno non sarà necessario rinnovare la domanda ma si dovrà richiedere l'Isee aggiornato. Verificata la sussistenza del requisito, continuerà a erogare il contributo, o in caso contrario lo sospenderà.

Il bonus, inoltre, sarà collegato al bambino e non ai genitori. Ciò significa che, per esempio, in caso di cambio di affidamento da un genitore all'altro, il primo perderà il diritto e il secondo dovrà fare domanda. Procedura analoga in caso di perdita della potestà genitoriale o di affidamento a terzi.

Come previsto dalla clausola di salvaguardia della legge di stabilità, inoltre, sarà effettuato un monitoraggio mensile della spesa legata al bonus. A fronte di tre mesi consecutivi di sforamento della soglia prevista oltre il 10% scatterà la sospensione dell'accettazione delle domande in attesa della revisione dell'importo o delle soglie di accesso che prevedono un Isee familiare non superiore a 25000 euro per ottenere il bonus di 960 euro annui e non superiore a 7000 euro per quello da 1.920 euro.

In quali casi l'assegno di cui si beneficia accedendo al beneficio del bonus bebè raddoppia?

In quali casi si ha il diritto in cui l'assegno, del quale si beneficia accedendo al bonus bebè, va onorato doppio?

L'assegno, del quale si beneficia accedendo al bonus bebè, raddoppia a 160 euro al mese per le famiglie con Isee non superiore a settemila euro.

A complicare le cose, però, c’è anche il debutto del nuovo Isee.

Le convenzioni con i Caf stanno partendo a rilento e i dati da specificare (compresa la giacenza media del conto corrente) sono più numerosi. In tutto ad avere accesso al bonus potrebbero essere 330 mila bambini su un totale di 500 mila che in media nascono nel nostro Paese ogni anno.

21 aprile 2015 · Gennaro Andele

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