Bollo auto – la prescrizione è triennale [Commento 2]

  • omega7261 20 novembre 2013 at 14:20

    Buongiorno,

    mio padre possiede un'auto di piccola cilindrata dal 1996 che oggi ha deciso di cambiare.
    Si è recato presso un ufficio ACI per pagare l'ultimo bollo perchè non era stato ancora pagato e già che era li ha richiesto una verifica della situazione passata.
    A seguito di questa richiesta, l'impiegato gli ha comunicato che dal 1996 ad oggi non risulta nessun bollo auto pagato relativo a quel veicolo.
    Mio padre è un po confusionario e sono certo che qualche bollo possa averlo scordato (anche perchè in questi anni ogni tanto la cartellina Equitalia capitava ogni tanto e puntualmente veniva pagata) ma ho la certezza matematica che è impossibile che nessun bollo sia stato pagato (anche perchè alcuni li ho pagati io per lui).
    Sicuramente mio padre non ha conservato come si deve (a differenza di come faccio io) le ricevute pertanto sarò fortunato se ne trovo qualcuna....
    Come posso venire a capo di questa situazione prima di trovarmi una cartella esattoriale da rovina?
    Eventualmente i bolli arretrati fino a che anno devono essere pagati e di conseguenza da che anno possono essere considerati prescritti?
    Risiediamo in Lombardia

    L'impiegata ACI ha detto che noi possiamo pagarli spontaneamente fino al 2008 mentre tutti quelli antecedenti a tale data non si puo fare altro che aspettare la cartella di Equitalia

    Vi ringrazio anticipatamente

    • Giorgio Valli 20 novembre 2013 at 15:01

      La prescrizione della tassa automobilistica è triennale. Alcune regioni (il "bollo auto" è di competenza regionale) allungano il "brodo" a cinque anni (in tal senso sembra propendere la risposta che le è stata fornita dall'ufficio ACI padano in cui lei si è recato). Si tratta di una pratica scorretta: il cittadino per vedersi riconosciuta la decadenza triennale, dovrebbe fare ricorso accollandosi spese giudiziali che risulterebbero poi, quasi sempre, maggiori del risparmio ottenuto.

      E, dunque, facendo buon viso a cattivo gioco, assumiamo la prescrizione della tassa automobilistica dovuta a Regione Lombardia come quinquennale, ed andiamo avanti.

      Cosa vuol dire ciò? Facciamo un esempio. Se entro il 31 dicembre del 2013 la Regione Lombardia non invia a suo padre almeno una raccomandata AR in cui formalizza la pretesa per il bollo 2008, suo padre non dovrà più versare un centesimo per la tassa automobilistica dovuta per quella annualità.

      Così via, andando a ritroso nel tempo: se entro il 31 dicembre del 2012 la Regione Lombardia non ha inviato a suo padre almeno una raccomandata AR in cui formalizzava la pretesa per il bollo 2007, suo padre non dovrà più versare un centesimo per la tassa automobilistica dovuta per quella annualità.

      Inutile continuare su questo aspetto, ne sono sicuro.

      Ma qual è il problema? Le notifiche si perfezionano anche per compiuta giacenza. Il creditore formalizza con raccomandata AR la richiesta di estinguere il debito. Ma il debitore risulta momentaneamente irreperibile al domicilio, per cui il postino mette in giacenza la raccomandata e ne invia un'altra al debitore per informarlo che può ritirare la comunicazione entro dieci giorni presso l'ufficio postale. Il debitore può decidere di "fottersene" o la raccomandata si perde. Quel che conta è che la notifica del creditore è comunque valida e si intende effettuata dopo il decorso dei dieci giorni di giacenza. In questo modo non interviene la prescrizione, in quanto è stato interrotto il termine con la notifica della comunicazione in cui i creditore chiede al debitore di adempiere ai suoi obblighi. Se il creditore reitera la comunicazione ogni cinque anni, il debitore è fregato, perchè il suo debito non si prescrive mai.

      Ora la domanda: suo padre ha mai ricevuto raccomandate interruttive dei termini di prescrizione per il pagamento del bollo auto e se sì, quali? Credo, da quanto lei riferisce, che sia solo tempo perso provare a chiederglielo.

      Conclusione. Lei, figlio-padre di un padre-figlio piuttosto birichino, dovrà armarsi di santa pazienza, prendere un paio di giorni di ferie (se ha la fortuna di lavorare), far firmare a suo padre una delega per poterlo rappresentare ai sensi della legge 291/90 (trasparenza delle procedure amministrative), recarsi negli uffici regionali lombardi preposti alla riscossione della tassa automobilistica, e chiedere, per suo padre, accesso agli atti che lo riguardano. In pratica dovrà farsi esibire tutte le ricevute di raccomandate AR inviate a suo padre dal 1996 (e, se ho ben inteso il problema, pure da qualche anno prima).

      Buona fortuna (ne ha davvero bisogno) e non si avvilisca: gli errori dei padri ricadono sempre, purtroppo, sui figli (spero, almeno, che lei non sia figlio unico).

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