Bollo auto – la prescrizione è triennale

Il bollo auto si prescrive nel termine di tre anni sia per l'attività di accertamento che per quella di riscossione.

Ciò è quanto emerge da alcune sentenze della Commissione Tributaria Provinciale di Taranto e della Commissione Tributaria Regionale del Lazio (sent. della Ctp di Taranto numero 44 del 27/03/07 e sent. della Ctr del Lazio numero 137 del 20/10/2005), le quali evidenziano come oltre all'avviso di accertamento anche la cartella di pagamento deve essere notificata con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento.

I giudici della Commissione di Taranto, inoltre, chiariscono come il predetto termine debba applicarsi anche nel caso in cui il contribuente abbia ricevuto precedentemente un avviso di accertamento, in quanto non si può ritenere che l'azione per il recupero delle tasse "ai sensi dell'articolodel DL 6/01/86 numero 2, si debba riferire solo all'accertamento, consentendo poi l'azione coattiva entro il termine lungo della prescrizione ordinaria decennale" (nel caso di specie la cartella esattoriale era stata notificata ben oltre tre anni dopo la notifica del precedente avviso di liquidazione).

Proprio in riferimento a quest'ultimo punto, occorre far presente che la notifica di un atto amministrativo (sia che si tratti di un avviso di accertamento, di una cartella esattoriale o di un'ingiunzione fiscale) seppur comporti l'interruzione dei termini di prescrizione - i quali ricominciano dal giorno successivo - non ne determina la mutazione nel più lungo termine decennale, come previsto dall'articolo 2953 cc, poiché tale atto "è privo di attitudine ad acquistare efficacia di giudicato" come nel caso di una sentenza non più impugnabile (si veda sentenza della Corte di Cassazione numero 12263 del 25/05/2007).

Secondo la Suprema Corte, pertanto, la notifica di un avviso di liquidazione non fa altro che interrompere il precedente termine triennale, il quale ricomincerà nuovamente a decorrere dal giorno successivo (in pratica, dopo la notifica di un accertamento ricomincia un nuovo termine triennale).

Avv. Matteo Sances

30 novembre 2010 · Giorgio Valli

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  • pier78 18 maggio 2016 at 09:09

    Vorrei gentilmente sapere come comportarmi in PIEMONTE dove risiedo. Bollo auto 2009 non pagato (scadenza 04/2010), mandarono tramite l'allora agenzia di riscossione GEC (ora fallita) avviso di mancato pagamento notificato il 06/08/2012. lo scorso 05/05/2016 ricevo cartella esattoriale di EQUITALIA richiedente il bollo di quell'anno. Siccome i 3 anni dall'ultima comunicazione sono scaduti il 31/12/2015 scrivo alla regione Piemonte i quali mi rispondono che in base alla legge dell'agosto 2002 hanno elevato i termini di prescrizione da 3 a 5 anni. Documentandomi in rete ho però visto che una sentenza della corte costituzionale del 2003 dichiara illegittima quella legge in quanto le regioni non possono variare i termini della prescrizione che rimangono a 3 anni. A questo punto avrei bisogno di capire se la prescrizione di 5 anni nonostante dichiarata illegittima da una sentenza della corte costituzionale del 2003 è valida e operante anche se non rispetta quella sentenza perché da ciò deriva la possibilità di ricorrere o meno per PRESCRIZIONE. Grazie

    • Annapaola Ferri 18 maggio 2016 at 09:28

      L'azione dell'Amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse dovute per effetto dell'iscrizione di veicoli nei pubblici registri (tassa automobilistica o bollo auto) si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento. Nello stesso termine si prescrive il diritto del contribuente al rimborso delle tasse indebitamente corrisposte. Così dispone l'articolo 5 del decreto legge 953/1982.

      La Corte di cassazione (sentenza 316/14) ha altresì ritenuto che la semplice iscrizione a ruolo del debito non interrompe i termini di prescrizione, mentre l'eventuale notifica al debitore (entro il triennio successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere effettuato il pagamento della tassa automobilistica) di un avviso di accertamento non immediatamente esecutivo a cura degli uffici regionali preposti alla riscossione, comporta necessariamente che la successiva notifica della cartella esattoriale debba essere perfezionata (in coerenza con quanto disposto dalla lettera c, articolo 25, del dpr 602/73) entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo (ovvero decorsi inutilmente 60 giorni dalla notifica dell'accertamento non immediatamente esecutivo senza che il debitore abbia provveduto all'impugnazione dell'atto o al pagamento del bollo auto).

      Tuttavia, per eccepire la prescrizione della pretesa avanzata dalla Regione Piemonte dovrà necessariamente rivolgersi alla Commissione Tributaria Provinciale (anche senza il supporto di un'assistenza tecnica). Spesso il tempo che contribuente dovrà perdere ed il costo del contributo unificato da versare, scoraggiano dall'intraprendere l'azione giudiziale: un fattore su cui fonda l'arroganza della Regione Piemonte.

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