Il ricorso per il bollo auto

Il ricorso giurisdizionale deve essere proposto, entro sessanta giorni dalla data di notifica dell'atto impugnato, alla commissione tributaria provinciale competente per territorio.

E' competente per territorio la commissione tributaria provinciale del luogo in cui hanno sede l'ente impositore o il concessionario della riscossione.

Il ricorso si propone con notifica all'ente impositore o al concessionario mediante ufficiale giudiziario a mezzo posta (la spedizione deve essere fatta in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento) o direttamente all'ufficio dell'ente impositore o del concessionario mediante consegna all'impiegato addetto che ne rilascia ricevuta sulla copia.

Entro i trenta giorni successivi il ricorrente deve costituirsi in giudizio depositando, nella segreteria della commissione tributaria competente, l'originale del ricorso notificato tramite l'ufficiale giudiziario o copia del ricorso spedito per posta o consegnato direttamente insieme alla fotocopia della ricevuta di deposito o della ricevuta della raccomandata.

Insieme al ricorso, il ricorrente deposita il proprio fascicolo, che deve contenere l'originale o la fotocopia dell'atto impugnato e tutti i documenti che intende far conoscere alla commissione a sostegno delle proprie ragioni.

Il deposito può essere fatto sia personalmente, sia a mezzo posta, spedendo il ricorso ed il fascicolo in plico raccomandato senza busta.

Il ricorrente deve essere assistito in giudizio da un difensore abilitato (avvocato, commercialista, ragioniere, perito commerciale).

Tuttavia, per le controversie di valore inferiore a 2.582,28 euro, il ricorrente può stare in giudizio anche senza assistenza tecnica.

Il valore della controversia è dato dall'importo del tributo al netto degli interessi e delle sanzioni; se la controversia è relativa alla sola irrogazione di sanzioni, il valore è dato dalla somma di queste.

Sarà la segreteria della commissione ad avvisare, a mezzo posta ed almeno trenta giorni prima, della data di trattazione del ricorso.

Normalmente i ricorsi vengono trattati in camera di consiglio: in tal caso, non ci si deve presentare.

Se si desidera che il ricorso venga trattato in pubblica udienza, occorre chiederlo o nel ricorso stesso o mediante apposita istanza da depositare presso la segreteria della commissione e notificare alle altre parti almeno dieci giorni liberi prima della data di trattazione. In tal caso ci si deve presentare per la discussione nel giorno e nell'ora indicati nell'avviso di trattazione.

L'articolo 37 del decreto legge 6 luglio 2011, numero 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, numero 111, ha introdotto, con decorrenza dal 7 luglio 2011, il contributo unificato nell'ambito del processo tributario per tutti gli atti processuali.

Il contributo unificato è dovuto , nella misura stabilita dall'articolo 13 del testo unico delle spese di giustizia (TUSG), in base al valore della lite. L'importo del contributo unificato varia da un minimo di 30 euro per le controversie di valore sino a euro 2.582,28 ad un massimo di 1.500 euro per le controversie di valore superiore a 200.000 euro.

Per quanto riguarda le modalità di pagamento sono previste tre alternative:

  1. modello F 23;
  2. apposito bollettino di conto corrente postale intestato alla sezione provinciale di tesoreria dello Stato;
  3. contrassegno acquistato presso le rivendite di generi di monopolio e valori bollati (tabaccai).

Si può presentare ricorso contro gli avvisi di accertamento (non contro i preavvisi), le cartelle di Equitalia (se non sono state precedute da un avviso di accertamento), i provvedimenti di diniego di rimborso o restituzione, i provvedimenti di diniego di esenzione.

In questo caso il ricorso va consegnato alla Regione, presentandosi direttamente alla segreteria del Settore Politiche fiscali.

Contro le cartelle di Equitalia che siano state precedute da un avviso di accertamento e contro le ingiunzioni di pagamento il ricorso può essere presentato solo per vizi propri di queste ultime, deve essere presentato al concessionario della riscossione che le ha notificate e la commissione competente è quella dove ha sede il concessionario stesso.

Gli indirizzi e i recapiti di tutte le commissioni tributarie sono sul sito www.giustizia-tributaria.it alla pagina strutture periferiche.

La presentazione del ricorso non sospende i termini di riscossione: per ottenere la sospensione dei termini di riscossione occorre presentare specifica domanda alla commissione tributaria provinciale (anche nello stesso ricorso) che deciderà se disporla o meno.

11 novembre 2013 · Giorgio Valli

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