Come si effettua la richiesta per il rimborso del bollo auto

La procedura per il rimborso varia in base alla regione e, in alcune di esse (ad esempio in Calabria), il rimborso non è previsto.

È possibile, tuttavia, individuare una disciplina comune, in particolare tra le regioni convenzionate con l'ACI che sono: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento.

Il cittadino può, attraverso i moduli specifici, richiedere il rimborso su conto della somma o in alternativa la compensazione con i periodi d'imposta successivi, procedimento che consente di velocizzare la pratica utilizzando la somma in credito come parziale pagamento della scadenza successiva.

Ad ogni modo il rimborso non può essere corrisposto per somme inferiori a 16,53 euro e, ancora più importante, il diritto al rimborso e alla compensazione cade in prescrizione con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento.

I moduli per la richiesta di rimborso del bollo auto sono disponibili presso il sito dell'Aci, oppure, in modalità cartacea, presso banche e tabaccai abilitati alla riscossione.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su come si effettua la richiesta per il rimborso del bollo auto.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • LUDO 27 agosto 2015 at 14:28

    Autovettura rottamata in luglio 2015, bollo pagato maggio 2015 (in scadenza aprile). Mi è stato risposto da regione Lazio, ufficio competente: il bollo auto è un tributo non frazionabile. Per ottenere il rimborso occorreva rottamare entro il 31 maggio 2015.

    • Ludmilla Karadzic 27 agosto 2015 at 15:03

      Non so chi le abbia risposto, e dal suo intervento non si capisce se la risposta ricevuta sia in forma scritta o semplicemente ottenuta al telefono contattando un call center.

      La fonte di informazione è questa ed il modulo ufficiale con cui presentare istanza è quest'altro.

      In entrambi i documenti non vi è alcun riferimento al fatto che il bollo auto sia un tributo non frazionabile. Anzi, su questo aspetto, è possibile ottenere una conferma sulla frazionabilità dalla consulatazione di un sito che, pur non essendo ufficiale, gode della massima autorevolezza.

    • Eugenio Righi 27 agosto 2015 at 15:22

      Non si può dar torto alla regione Lazio (anche se non ha ragione). Stabilisce infatti l'art. 5 del D.L. 30 dicembre 1982, n. 953, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1983, n. 53, da un lato, che al pagamento della tassa sono tenuti coloro che, alla scadenza del termine utile per il pagamento, risultano essere proprietari dal pubblico registro automobilistico per i veicoli in esso iscritti mentre, nel prosieguo della disciplina normativa, precisa che la perdita del possesso del veicolo o dell'autoscafo per forza maggiore o per fatto di terzo o la indisponibilità conseguente a provvedimento dell'autorità giudiziaria o della pubblica amministrazione, annotate nei registri indicati nel trentaduesimo comma, fanno venire meno l'obbligo del pagamento del tributo per i periodi d'imposta successivi a quello in cui è stata effettuata l'annotazione.

      È questo il punto; è su questo aspetto, spesso non colto dai più, che emerge l'esistenza di un meccanismo spietato ed iniquo: in breve, l'obbligo del pagamento del tributo viene meno, per le varie circostanze elencate dalla legge, solo per i periodi d'imposta successivi a quello dell'annotazione nel P.R.A. degli eventi in parola.

      Facciamo un esempio concreto per farci capire meglio: un contribuente paga regolarmente a gennaio la tassa per l'intero anno; a febbraio, in una mattinata di nebbia fitta, andando al lavoro quotidiano su una qualsiasi autostrada, la sua macchina è coinvolta in una carambola di auto impazzite e diventa un rottame; che ne è del "bollo" pagato un mese prima, per i restanti undici mesi di vigore? Pacifica è l'annotazione nel P.R.A. dell'evento e della conseguente perdita del possesso del veicolo, ma il meccanismo normativo è implacabile: nessun rimborso pro quota, nessuna compensazione con il "bollo" subito pagato per la nuova, necessaria auto: questa è la regola, signori!

      La regola è talmente ferrea che un caso particolare arriva fino alla Corte Costituzionale e provoca una specifica risoluzione ministeriale: si riconosce l'esonero dalla tassa nella singolare ipotesi di un contribuente che, nell'ultimo giorno utile per il versamento della tassa, non la paga avendo ottenuto nello stesso giorno l'annotazione nel P.R.A. della perdita del possesso dell'auto (9)!

      In sostanza, chi paga è perduto; perde cioè il diritto al rimborso e - come si sente rispondere - quanto ha versato "è perso", potendo liberarsi dell'onere solo per i successivi periodi d'imposta (e, cioè, dal gennaio successivo!).

      In questi casi, quindi, assai spesso, la Regione si trova in cassa due "bolli" pur essendo una sola l'auto posseduta dal contribuente e in circolazione: è giusto, è conforme non solo a logica, ma anche ai principi costituzionali ripetutamente invocati senza successo?

      Non rientrando fra i poteri dei Giudici costituzionali quello di modificare le norme in senso costituzionale (anche se in non pochi frangenti si sono dichiarate illegittime norme "per le parti nelle quali non dispongono questo o quest'altro ..."), l'auspicio, fervido, rimane quello di un adeguato intervento legislativo, atto ad eliminare le assurdità ed iniquità qui solo accennate.

    1 2