La redazione dell'inventario

L'erede, prima o dopo aver presentato la dichiarazione di accettazione beneficiata, è tenuto alla compilazione dell'inventario.

Si tratta di un'operazione contabile che permette di conoscere le attività e le passività che fanno parte del patrimonio ereditato.

L'inventario deve essere redatto dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale entro tre mesi dalla data in cui ha appreso di essere divenuto erede o da quando è stata aperta la successione.

Una volta redatto il documento vi sono quaranta giorni di tempo per l'erede per decidere se accettare o meno, qualora accetti egli diventa in pratica amministratore del patrimonio del defunto e si impegna ad amministrarlo nell'interesse suo e di quello dei creditori e dei legatari.

Una volta pagati i debiti e aver assolto ai legati l'erede è libero di disporre di quanto rimasto come meglio crede e non viene considerato responsabile per eventuali cifre che non siano state versate.

Se l'erede non è in possesso dei beni del defunto diventa per lui difficoltoso poter redigere un inventario, quindi la legge prevede che abbia dieci anni di tempo per rendere la dichiarazione di accettazione con il beneficio di inventario.

Una volta che ha però reso la dichiarazione ha tre mesi di tempo per inventariare il patrimonio, ma può anche richiedere delle proroghe.

In ogni caso una volta presentato l'inventario ci sono quaranta giorni di tempo per accettare l'eredità.

Trascorso questo tempo senza alcuna dichiarazione l'erede è considerato puro e semplice con la conseguenza di non poter mantenere indenne il proprio patrimonio dalle pretese dei creditori dell'eredità.

Riepilogo

Per individuare il termine entro il quale va fatto l'inventario, si distinguono due situazioni:

  1. Se il soggetto chiamato all'eredità è nel possesso di beni ereditari (si noti: anche di un solo bene), l'inventario va fatto entro 3 mesi dalla morte del defunto o dalla notizia della devoluta eredità (il termine è prorogabile per altri 3 mesi con apposita richiesta al Tribunale). Una volta fatto l'inventario, se il chiamato all'eredità che non ha ancora fatto la dichiarazione di accettazione o di rinuncia, deve farla nei 40 giorni successivi.
  2. Se il soggetto chiamato all'eredità non è nel possesso di alcun bene ereditario, si distingue ulteriormente:
    • se il chiamato all'eredità fa prima la dichiarazione di accettazione (e può farla di norma entro 10 anni dalla morte del defunto), deve compiere l'inventario entro 3 mesi dalla dichiarazione (anche in questo caso, il termine è prorogabile per altri 3 mesi con apposita richiesta al Tribunale);
    • se il chiamato fa l'inventario prima della dichiarazione di accettazione, deve poi fare la dichiarazione stessa di accettazione o di rinuncia nei 40 giorni successivi (in mancanza, il chiamato perde il diritto di accettare l'eredità);
    • se qualcuno ha chiesto al Giudice di fissare un termine giudiziale per l'accettazione da parte del chiamato all'eredità, il chiamato deve fare l'inventario entro tale termine (prorogabile su istanza al Tribunale).

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