Con beneficio di inventario si accettano anche ipotetici debiti

Il chiamato all'eredità che accetta con beneficio di inventario diventa amministratore del patrimonio ereditario ma gli è preclusa la cessione a terzi dei beni ereditari senza autorizzazione del giudice, pena la decadenza dal beneficio e l'attribuzione della qualifica di erede puro e semplice con gli effetti giuridici che ne conseguono.

Quindi, con il passaggio di proprietà dell'auto sua madre non è decaduta dal beneficio.

Secondo quanto statuito dalla Corte Costituzionale, la pensione di reversibilità è una forma di tutela previdenziale nella quale l'evento protetto è un fatto naturale quale la morte che, secondo una presunzione legislativa, crea una situazione di bisogno per i familiari del defunto, i quali sono i soggetti protetti (Corte Costituzionale 28.07.1987, numero 286).

Il diritto alla pensione di reversibilità - sorto in capo ai superstiti, in presenza ovviamente dei requisiti legislativamente previsti - è dunque un diritto che spetta automaticamente per legge iure proprio e non è in connessione alcuna con la posizione riconosciuta ai medesimi soggetti quali eredi del defunto, con la conseguenza, pertanto, che la reversibilità della pensione spetterà anche in presenza di rinuncia all'eredità.

Abbiamo, in conclusione, assodato che sua madre non ha acquisito la qualifica di erede effettuando il passaggio di proprietà a suo nome dell'auto del de cuius, o fruendo della pensione di reversibilità.

Conviene rinunciare? Con tutta la buona volontà non è possibile rispondere a questa sua domanda.

Bisognerebbe senz'altro fare un'indagine più approfondita sull'entità dei debiti assunti dal de cuius nei confronti di Camera di Commercio ed Inps.

Anche alla luce della circostanza che se il soggetto ha cessato l'attività a far tempo dal 1992 e non ha prodotto denuncia di cessazione ad INPS e Camera di Commercio, egli è rimasto legittimamente obbligato per tutto l'anno 1992 ma non per gli anni successivi, se è possibile dimostrare ex post la cessazione di attività del de cuius come commerciante.

Ricorrendo al Giudice del lavoro avverso le cartelle di pagamento, emesse da Inps e Camera di Commercio, si potrebbero avere discrete possibilità di ottenere lo sgravio per tutti gli importi successivi al 1992, non essendo così gravemente e sproporzionatamente sanzionabile l'omessa denuncia di cessazione.

Per fortuna, avete ancora nove anni circa per riflettere sul da farsi.

21 dicembre 2012 · Andrea Ricciardi

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