bancoposta assegni protestati

Premetto di esercitare un lavoro dove ho diversi conti correnti, per praticità mi sono appoggiato alle poste italiane, in data 28/12/2010 ho emesso due assegni di due società verso un singolo fornitore, vuoi per il periodo, vuoi per le ferie, non ho controllato bene la disponibilità fatto sta che i due assegni bancoposta sono andati in protesto...... fin

Qui tutto ok tardivo pagamento e via poi si provvederà a sistemare il tutto.
per puro caso sono andato a farmi una visura come persona fisica per accellerare una pratica, e li ho scoperto che ho il protesto inerente quei due assegni, da informazioni ricevute dall'ente poste capisco che il protesto è formalizzato a me in quanto non ho apposto sugli assegni il timbro societario.

Ora la domanda :

è lecita questa cosa?? se si come ne vengo fuori? è possibile che con la mancaza di un timbro fatta in buona fede si possa rovinare una persona?

Allora a che serve il deposito della firma se poi anche in difformità (non voluta) succedono queste cose??

Si, purtroppo il comportamento delle poste è legittimo.

Sul titolo protestato non risulta alcun impegno della srl. Senza la spendita del nome sociale (modo difficile per definire il semplice timbro), il firmatario si impegna in proprio.

E' ininfluente che l'assegno sia tratto su un conto corrente intestato esclusivamente alla società.

Anzi, la banca avrebbe potuto/dovuto (...è da discutere in quali casi la possibilità diventi obbligo...) addebitare l'assegno su un qualsiasi conto *privato* dell'amministratore, sul quale fossero presenti fondi.

La srl resta debitrice verso il beneficiario dell'assegno per l'obbligazione sottostante alla sua emissione.

E, a questo punto, tale beneficiario può agire sia verso la srl, per il debito non saldato (si prospettano però tempi lunghi...), che personalmente verso l'amministratore, per il titolo protestato (che ha valore di immediata esecutività).

In parole povere, può andare a lamentarsi da qualche giudice che la srl non l'ha pagato, e aspettare che si avvi la macchina del processo civile, oppure promuovere direttamente un pignoramento sui beni dell'amministratore.

In questo pasticcio, se l'amministratore è anche socio, alla "responsabilità limitata" propria della società aggiunge, a proprio

esclusivo carico, l'importo dell'assegno. Forse, in seguito, l'amministratore potrà dimostrare che il debito non era proprio ma della società, e quindi potrà provare a rivalersi su di essa.

12 febbraio 2011 · Simone di Saintjust

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