Parziale o totale inerogazione delle banconote da parte del bancomat

Nella fattispecie in cui l'utilizzatore dei servizi Bancomat rilevi una parziale erogazione di banconote in un'operazione di prelievo, è onere della banca provare che l'operazione è stata autenticata, correttamente registrata e contabilizzata e che non ha subito le conseguenze del malfunzionamento dei dispositivi di erogazione o altri inconvenienti.

La banca deve produrre un documento che attesti la regolarità dell'erogazione di banconote con riferimento all'insieme di operazioni in cui è compreso il prelievo contestato, quali la "quadratura di cassa".

E' infatti necessario disporre di informazioni esaurienti circa il funzionamento delle apparecchiature utilizzate per il prelievo, affinché possa ritenersi assolto l'onere probatorio in capo alla banca.

In mancanza della produzione di riscontri oggettivi, l'onere probatorio gravante sulla banca, e avente ad oggetto la dimostrazione della correttezza del proprio operato, non può ritenersi adeguatamente assolto e il fruitore dei servizi di pagamento ha diritto alla restituzione di quanto non erogato dallo sportello Bancomat.

Così si sono espressi gli arbitri ABF nella decisione numero 1177/14.

E quando il bancomat non eroga, per nulla, il contante?

iIn relazione alle operazioni compiute con il bancomat ed in particolare alla mancata erogazione del contante, le banche negoziatrici impartiscono solo ordini di addebito alla banca emittente sulla base di un accordo interbancario.

Il che implica che la banca emittente è tenuta a controllare, su istanza del cliente, la regolarità delle operazioni di addebito.

Peraltro, le disposizioni della Direttiva 2007/64/CE sanciscono che l'utente bancomat è tenuto a notificare le eventuali operazioni effettuate in modo inesatto al proprio prestatore di servizi di pagamento, il quale, pertanto, è indicato come naturale punto di riferimento del cliente per tutte le questioni inerenti l'utilizzo della carta bancomat.

Nel nostro ordinamento le scritture contabili della banca, se regolarmente tenute, possono far prova tra le banche stesse, per i rapporti inerenti all'esercizio dell'impresa, ma non nei confronti di coloro che, come il cliente in qualità di semplice consumatore o fruitore di servizi, sono privi di tale qualifica.

Inoltre, quando il cliente di servizi bancomat riveste la qualifica di consumatore, la validità di clausole contrattuali dirette ad attribuire alle registrazioni contabili della banca efficacia probatoria deve essere verificata alla stregua di quanto stabilito dal Codice del consumo, il quale qualifica come vessatorie - e come tali nulle, le clausole che sanciscono limitazioni o modifiche dell'onere della prova. Pertanto, alle registrazioni contabili effettuate in automatico dalle apparecchiature bancomat presso le quali sono effettuate le operazioni di prelievo non può essere riconosciuta efficacia probatoria piena ed esclusiva a favore del gestore del servizio.

Spetta alla banca l'onere della prova che la eventuale denunciata irregolarità nel funzionamento del dispositivo bancomat, in particolare la mancata erogazione del contante, non sussiste. Allo scopo, non è sufficiente la produzione dei soli documenti contabili.

La banca erogatrice della carta bancomat deve fornire il riscontro probatorio della prima quadratura di cassa relativa al dispositivo bancomat utilizzato dal fruitore di servizi, necessario per dimostrare che non si è verificata alcuna eccedenza di cassa. In mancanza di tale prova, sussiste la responsabilità della banca per il danno subito dal cliente.

In questi termini si è espresso l'Arbitro bancario finanziario nella decisione numero 236 del 31 gennaio 2011.

17 dicembre 2014 · Andrea Ricciardi

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