L'inadempimento del beneficiario nelle transazioni regolate con bancomat e carte di credito

Il Collegio di coordinamento è intervenuto a risolvere il contrasto interpretativo in merito al diritto per l'utilizzatore di una carta di credito, o bancomat, di ottenere il rimborso di una transazione, da parte dell'emittente, per l'inadempimento imputabile all'esercente, beneficiario del pagamento.

Muovendo dall'inquadramento giuridico della fattispecie nell'ambito della delegazione di pagamento, il Collegio afferma che il solo obbligo gravante sull'intermediario è quello di eseguire gli ordini di pagamento impartiti, e quindi appositamente autorizzati, dall'utilizzatore.

La sua responsabilità si limita all'eventuale inadempimento o inesatto adempimento a tale obbligo, come nel caso di esecuzione di pagamenti non autorizzati, di errori nell'individuazione del beneficiario o nell'indicazione dell'esatto importo da addebitare.

Nell'occasione il Collegio ha sottolineato che, alla luce dell'interpretazione della normativa europea in materia , il diritto al rimborso può essere attribuito al cliente nei confronti del prestatore di servizi di pagamento (in deroga al principio di irrevocabilità) soltanto se espressamente previsto da clausole del contratto quadro, da norme di legge nazionali o da fonti sub legali nazionali.

Quanto ai profili di responsabilità riferibili all'intermediario, l'attenzione dei Collegi si è prevalentemente concentrata sulla prestazione di servizi di pagamento online.

Al riguardo i Collegi hanno precisato che le controversie relative all'utilizzo di strumenti di pagamento online richiedono una duplice valutazione riguardante, da un lato, la condotta tenuta dai clienti in termini di rispetto degli obblighi di diligenza e custodia e, dall'altro, la condotta dell'intermediario che deve adempiere il proprio compito di cura dei patrimoni dei clienti con la diligenza professionale e qualificata richiesta , predisponendo misure di protezione adeguate rispetto agli standard esistenti, specie sotto il profilo dei presidi tecnici adottati.

Si tratta della cosiddetta diligenza che impone all'intermediario, quando l'utilizzo dello strumento avvenga online, di garantire un più incisivo livello di protezione dell'altro contraente"

Rilevano, in particolare, le misure di protezione adottate dall'intermediario nell'offerta del servizio e, in particolare, l'adeguatezza dei presidi di sicurezza attivati.

Sul punto, i Collegi hanno chiarito che l'assenza, affianco ai normali codici di accesso al sito di home banking, di una protezione di secondo livello, ad esempio, attraverso chiavette elettroniche personalizzate del tipo a password variabile" (token) ovvero sistemi di allerta (sms alert, mail alert), implica il non corretto adempimento dell'obbligo di diligenza richiesta all'intermediario, che deve adottare ogni precauzione e istituire presidi tecnici in linea con l'evoluzione scientifica e tecnologica.

I Collegi hanno confermato come l'adozione di sistemi di sicurezza a due fattori costituisca oggi una modalità conforme ai criteri di sicurezza delle transazioni online, in grado di soddisfare l'onere di diligenza esigibile.

Ad esempio, i sistemi one time password, in grado di generare un codice "usa e getta" da associare alla carta, se non sono da soli sufficienti a dimostrare la grave negligenza dell'utilizzatore, rendono molto più difficile al cliente provare il carattere fraudolento dell'operazione.

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