Banche » Correntisti in rosso? Non devono pagare

Banche e tutela consumatori » Correntisti in rosso? Non devono pagare

Tutela dei consumatori dalle banche: importante sentenza del Tribunale di Torino. I clienti non devono pagare nulla agli istituti di credito se vanno in rosso con il conto corrente.

Una nota associazione consumatori vince un'importante class action: sei clienti di un famoso istituto di credito ottengono il rimborso delle cifre versate.

I clienti con il conto corrente in rosso non devono nulla alle banche

Come noto, la commissione di massimo scoperto è stata vietata per legge nel 2009, ma molte banche l'hanno reintrodotta anche sui conti senza fido, chiamandola in altro modo: commissione per scoperto di conto.

Ma anche questa clausola è nulla e che nessuna commissione può essere richiesta ai consumatori in questi casi.

La commissione illegittimamente addebitata deve essere, pertanto, restituita ai correntisti.

Questa la decisione del Tribunale in merito a una class action promossa in nome di 104 consumatori, proprio contro una banca, rea nella denuncia di aver fatto pagare una commissione ai correntisti che sono andati in rosso sul proprio conto corrente.

Per il Tribunale piemontese sei degli aderenti hanno diritto a un rimborso, una minima, comunque, parte rispetto ai sottoscrittori: l'adesione della stragrande maggioranza non è stata ritenuta valida perché le firme relative non sono state autenticate da un notaio.

Questo il motivo per cui l'associazione dei consumatori promotrice della causa parla di vittoria amara.

Si tratta comunque, secondo noi, di una sentenza che nel merito stabilisce un precedente importante, essendo la prima pronuncia sulle nuove commissioni, quelle reintrodotte da alcuni istituti dopo che una legge del 2009 le aveva abolite.

Si aprono dunque possibilità importanti per i consumatori che si sono visti addebitare questi costi illegittimi, anche se i limiti alla normativa della class action italiana non la rendono immediatamente eseguibile per tutti.

Gli esclusi da questo provvedimento, ma anche tutti gli altri consumatori che si trovano in situazioni simili, la potranno comunque invocare nei loro casi personali, contro tutte le banche che si siano comportati in maniera simile, e richiedere la restituzione delle commissioni pagate".

Questa pronuncia è, infatti, un invito per tutti risparmiatori a utilizzare lo strumento che il Giudice mette a disposizione, avendo ammesso che la clausola sul pagamento delle commissioni per scoperto di conto è nulla.

Pertanto, tutti i potenziali consumatori interessati possono presentare richiesta di rimborso con un reclamo scritto.

Nella fattispecie di un riscontro non pervenuto o non soddisfacente entro 30 giorni è possibile presentare un ricorso presso l'Arbitro bancario finanziario.

23 aprile 2014 · Paolo Rastelli

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Stai leggendo Banche » Correntisti in rosso? Non devono pagare Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il giorno 23 aprile 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 1 maggio 2017 Classificato nella categoria conti correnti bancari e postali e libretti di deposito a risparmio Inserito nella sezione assegni cambiali e conti correnti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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