Banca Intesa, sanzione per pubblicità ingannevole

Una sanzione di 31 mila euro a Intesa-San Paolo per la pubblicità relativa a "PrestIntesa" secondo la quale era possibile ottenere un finanziamento con la caratteristica peculiare della rapidità. La pubblicità sanzionata recitava "Se posso avere fino a 30.000 euro in solo 48 ore, è meglio". È quanto ha deciso l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in materia di pubblicità ingannevole.

La richiesta di intervento è stata effettuata da un consumatore che aveva segnalato - comunica l'Antitrustnell'odierno bollettino - la presunta ingannevolezza dei messaggi pubblicitari diffusi da Banca Intesa presso le proprie agenzie, nel mese di marzo 2007, attraverso l'opuscolo che recitava "Se posso avere fino a 30.000 euro in 48 ore, è meglio", attraverso il sito internet e gli estratti conto inviati ai clienti nel mese di marzo 2007, relativi alla possibilità di ottenere un prestito personale in solo 48 ore. Nelle segnalazione si evidenzia in particolare, scrive l'Antitrust, "l'ingannevolezza dei citati messaggi pubblicitari, in quanto la possibilità di ottenere un prestito in tempi rapidi ivi pubblicizzata non sarebbe veritiera con conseguente induzione in errore dei consumatori sulle caratteristiche del prodotto pubblicizzato e sulla sua convenienza".

Il messaggio oggetto di richiesta di intervento riguardava dunque un dépliant, diverse pagine web sul sito e comunicazioni inviate a domicilio ai correntisti Banca Intesa: nel primo si pubblicizzava il claim "Se posso avere fino a 30.000 euro in solo 48 ore, è meglio" mentre nelle pagine centrali il prodotto era definito "facile", "trasparente e conveniente", "veloce" e "protetto". Oltre che sul sito web, il messaggio era presente nella comunicazione dell'estratto conto ai clienti della banca dove si leggeva, in evidenza: "PrestIntesa. Se posso avere un prestito fino a 75.000 euro in 48 ore, è meglio". Poiché uno dei messaggi è stato diffuso a mezzo internet, è stato richiesto il parere all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che a ottobre ha ritenuto che il messaggio in esame non costituisca una fattispecie di pubblicità ingannevole.

Nelle valutazioni conclusive, l'Antitrust rileva che la comunicazione pubblicitaria "è diretta ad informare i destinatari che attraverso il prodotto denominato "PrestIntesa" è possibile ottenere un finanziamento con la caratteristica peculiare della rapidità. Il claim "Se posso avere fino a 30.000 euro in solo 48 ore, è meglio", fa inscindibilmente riferimento all'idea che la somma chiesta in prestito sia disponibile in un lasso temporale limitato, presupposto l'esito positivo dell'istruttoria. I profili di ingannevolezza oggetto di valutazione sono, pertanto, le caratteristiche e modalità dell'offerta; le condizioni alle quali il finanziamento viene erogato nonché le omissioni informative eventualmente riscontrate nel messaggio. Il target di consumatori che si rivolge a tale forma di prestito è tradizionalmente composto da coloro che dispongono di mezzi finanziari limitati - aggiunge l'Antitrust - Nel caso di specie, è dunque opportuno segnalare in via preliminare, che per un consumatore che predilige una tale forma di finanziamento, la possibilità di ottenere la somma richiesta nell'arco temporale quantificabile in 48 ore, ha un effetto diretto nella scelta della banca o dell'istituto di credito da preferire per il finanziamento. Con riferimento a tale contesto di consumatori deve essere svolta, pertanto, la decodifica del messaggio in esame ed in particolare dell'affermazione contestata".

"Tale circostanza fa sì che le affermazioni contenute nel messaggio - precisa l'Antitrust - vadano intese con maggior rigore in quanto i destinatari, per la loro condizione di debolezza, possono dare una decodifica del messaggio, nel senso di poter ottenere dal prodotto pubblicizzato una particolare velocità di erogazione rispetto ad altri istituti". Diversa la valutazione rispetto all'Agcom: " In difformità da quanto sostenuto nel parere dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l'affermazione "Se posso avere fino a 30.000 euro in solo 48 ore, è meglio" è idonea ad ingannare i consumatori in quanto ingenera il convincimento che il finanziamento erogabile dalla banca sia immediatamente disponibile e riscuotibile da parte dei titolari del conto corrente in un periodo temporale limitato, sempre considerato l'esito positivo dell'istruttoria".

Di conseguenza, l'Autorità ha deliberato che i messaggi pubblicitari diffusi dalla società Intesa-San Paolo S.p.A., "costituiscono, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una fattispecie di pubblicità ingannevole" e ha deciso di irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria di 31.100 euro.

8 dicembre 2007 · Patrizio Oliva

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