Indietro nel tempo: la storia del bail-in nel mondo

Cos'è il bail-in in sostanza? Cerchiamo di rispondere a questa domanda e svelare le manovre e gli interessi che si celano dietro allo spostamento dell'onere dei salvataggi bancari dalla BCE di Mario Draghi alle tasche dei correntisti, cioè noi.

I risparmiatori italiani hanno dovuto fare la conoscenza del termine bail-in, che per loro ha significato sostanzialmente: “la banca continua ad esistere, ma a sparire sono i tuoi risparmi”.

Come siamo arrivati a questo?

È molto interessante! In realtà la storia, diciamo così, del bail-in (e soprattutto di come il bail-in non funzioni), è stata scritta all'inizio, negli Stati Uniti.

Vale a dire durante la famosa crisi della Lehman del 2008, la crisi del subprime. C’erano troppi debiti in giro; le banche avevano fatto credito in modo incontrollato, prestando soldi a chi erano quasi certi che non li avrebbe potuti restituire.

Intanto i lauti profitti derivanti da questi prestiti erano già stati incamerati e, a un certo punto, quando il debito diventa troppo, bisogna pagare dazio.

I portoricani, quelli a cui erano stati prestati soldi senza merito di credito, smisero di pagare le rate del mutuo. Le banche americane si trovarono con una marea di case da mettere all'asta. Crollò l'immobiliare.

Crollarono quindi i valori delle banche e le banche si trovarono quindi con i prestiti che avevano fatto, che non rientravano più.

Una banca fa questo: raccoglie denaro dalla clientela sotto forma di prestiti, obbligazioni e similari, e poi questo stesso denaro lo utilizza, lo presta alla clientela incassando la differenza di tasso fra quello che è il costo della sua raccolta e il ricavo degli impieghi, vale a dire “prestare denaro”. Però, se i prestiti che hanno fatto non rientrano più, come fanno poi a restituire, a loro volta, i denari a chi ha prestato loro i soldi? A un certo punto alla banca viene voglia di non restituirli e alza le mani dicendo: “sono in difficoltà“.

Il Governo americano all'epoca provò a salvarne qualcuna, però erano troppe.

Qualcuna provò a fonderla con altre, ma a un certo punto arrivò a due punti di non-ritorno: uno era la famosa banca Lehman Brothers che, come sapete, scosse fino dalle fondamenta la fiducia nel fatto che le banche non potessero fallire. La Lehman però era una banca d'affari.

Invece, meno nota al grande pubblico ma di peso forse ancora superiore, fu la Washington Mutual.

Washington Mutual è una grande banca americana che aveva gli stessi problemi di tutte le altre, aveva delle sofferenze che continuavano a salire (i suoi prestatari non le restituivano i denari). Il Tesoro americano decise allora di provare con il bail-in, vale a dire: “non mettiamoci più noi dei soldi statali per salvare la banca, ma facciamo pagare azionisti e obbligazionisti“.

Quindi tirarono a zero il valore delle azioni, tirarono a zero il valore delle obbligazioni subordinate e quasi a zero (o quantomeno ridussero fortemente) il valore delle obbligazioni normali.

A quel punto il problema, dal punto di vista di chi ragiona in modo assolutamente ragionieristico, è sistemato.

Perché? Se io, banca, sono sbilanciato perché non mi restituiscono i soldi, quelli a cui io ho prestato denaro, come posso sistemare la questione?

Molto semplice: non restituisco nemmeno io i soldi a chi ha prestato a me il denaro, e così tutto ritorna in bilancio! Il problema è che immediatamente dopo che viene fatta questa cosa, tutti cominciarono a pensare: “Oddio! E la prossima?“. E allora tutti cominciarono a vendere i titoli e a prelevare soldi dai conti della banca Wachovia (all'epoca era la seconda banca, diciamo così, ad essere chiacchierata), che istantaneamente cominciò a essere nei guai.

E poi si continuò: “e quella dopo? E quella dopo ancora?”. A un certo punto, fortunatamente per loro (perché altrimenti non so quanto sarebbe andata avanti dopo la crisi), decisero di porre fine all'errore e, grazie a Tim Geithner (che sarà anche uno del Bilderberg– perché lo è – però quantomeno fa gli interessi del suo Paese.

Il nostro problema con i nostri del Bilderberg è che fanno gli interessi degli altri Paesi), si fece passare il concetto che finché non si piantava in testa, nell'idea dei risparmiatori, che non ci sarebbe più stata un'altra Washington Mutual, il fuoco sarebbe continuato a bruciare. Allora a quel punto misero la garanzia statale estesa su depositi e assets delle banche e arrivarono con un fondo da settecento miliardi (si chiama “Troubled Asset Relief Program, TARP”, per chi si ricorda questa sigla).

E con settecento miliardi messi a disposizione dal Tesoro andarono a prendersi tutti questi titoli che erano diventati velenosi, intoccabili, tossici, dai bilanci delle banche, ristabilendo così la fiducia.

Poi, una volta placatesi le acque e una volta ricominciato a crescere, rivendettero questi titoli (che nel frattempo erano ritornati buoni) sul mercato.

E, oltretutto, alla fine ci guadagnarono anche.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su indietro nel tempo: la storia del bail-in nel mondo.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.