Azione esecutiva e pignoramento – quando i beni pignorati non sono sufficienti al pagamento del debito

Nel caso che i beni pignorati non si rilevassero sufficienti per il saldo del debito, l'ufficiale giudiziario può chiedere il debitore se esistono altri beni pignorabili. Nel caso di risposta falsa o oltre 15 giorni dalla richiesta ufficiale dell'ufficiale giudiziario, il debitore può incorrere in sanzioni penali  (reclusione fino ad un anno e la multa fino a 309 euro). L'ufficiale giudiziario può anche effettuare una verifica sull'eventuale presenza di beni, presso l'anagrafe tributaria o altre banche dati pubbliche, o, coadiuvato da un proprio consulente, delle scritture contabili, nel caso che il debitore sia una impresa.

Inoltre, il creditore in forza del medesimo titolo esecutivo può sottoporre a pignoramento altri beni del debitore esecutato, senza dovere attendere che il processo di espropriazione aperto dal primo pignoramento si chiuda, atteso che il diritto di agire in esecuzione forzata non si esaurisce che con la piena soddisfazione del credito portato dal titolo esecutivo. (Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza numero 18161/12; depositata il 23 ottobre)

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