Azione esecutiva e pignoramento – Il titolo esecutivo

Le azioni esecutive si fondano su un titolo esecutivo, ovvero l'atto o il documento o la sentenza in base al quale può essere avviata l'esecuzione forzata.

Il titolo esecutivo deve riferirsi ad un diritto certo, esistente e liquido, ovvero sia determinabile il valore, l'esigibilità (assenza di condizioni o termini).

Per avviare l'esecuzione il creditore non deve provare, salvo opposizione del debitore, il proprio diritto sottostante. Sono titoli esecutivi la sentenza passata in giudicato, quelle di primo e secondo grado, alcune ordinanze del giudice, i verbali di conciliazione, i decreti ingiuntivi (articolo 647 c.p.c), le licenze e gli sfratti convalidati (articolo 663 codice di procedura civile), i provvedimenti possessori, le scritture private autenticate, per obbligazioni di somme di denaro, le cambiali e gli altri titoli di credito, gli atti ricevuti da Notaio o da altro pubblico ufficiale ma solo per obbligazioni di somme di denaro.

Le cambiali e gli altri titoli di credito hanno insita la possibilità di espropriazione.

L'esecuzione forzata per consegna o rilascio è possibile solo in presenza di titoli esecutivi costituiti dalle sentenze, provvedimenti e altri atti e gli atti ricevuti da notaio o altro pubblico ufficiale autorizzato.

Il precetto deve contenere la trascrizione integrale delle scritture private autenticate di cui alla precedente elencazione, (articolo480.2 codice di procedura civile).

L'ufficiale giudiziario deve certificare che la trascrizione corrisponde esattamente al titolo originale e solo successivamente può effettuare la notifica.

Per essere validi come titoli esecutivi, gli altri provvedimenti del giudice e gli atti del notaio, devono avere la cd. Formula esecutiva che prevede l'intestazione: “REPUBBLICA ITALIANA - in nome della legge….” e il cancelliere o notaio o pubblico ufficiale sull'originale o sulle copie in forma esecutiva, deve riportare “Comandiamo a tutti gli ufficiali giudiziari che ne siano richiesti e a chiunque spetti, di mettere a esecuzione il presente titolo, al pubblico ministero di darvi assistenza, e a tutti gli ufficiali della forza pubblica di concorrervi, quando ne siano legalmente richiesti”

Il titolo in questo caso può essere presentato solo a chi aveva ricevuto il provvedimento o era stata stipulata l'obbligazione, o ai suoi eredi (entro un anno dalla morte, notificandolo collettivamente ed impersonalmente all'ultimo domicilio del defunto).

Senza la notifica del titolo esecutivo e del precetto l'azione esecutiva non può essere principiata.

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Commenti e domande dei lettori

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  • zaffira 13 maggio 2015 at 14:50

    Grazie per la risposta velocissima.
    Una cosa sola: il debitore viene ‘avvisatò in qualche modo del ‘nuovò pignoramento o ‘valè il precetto relativo all'esecuzione immobiliare in corso?
    In altre parole, il creditore deve notificare un nuovo precetto per il pignoramento presso terzi e quindi ‘avvisarè il debitore oppure il pignoramento del conto avviene senza nessun ‘nuovo preavvisò ?
    Scusi se non utilizzo la terminologia appropriata...
    Grazie ancora

    • Annapaola Ferri 13 maggio 2015 at 15:51

      Il precetto diventa inefficace, se nel termine di novanta giorni dalla sua notifica non è iniziata l'esecuzione. Perchè sia rispettato il termine di efficacia del precetto è sufficiente, quindi, che entro novanta giorni dalla notifica del precetto, venga notificato l'atto di pignoramento.

      Il pignoramento perde efficacia quando dal suo compimento sono trascorsi novanta giorni senza che sia stata chiesta l'assegnazione o la vendita.

      Il termine di efficacia (novanta giorni) del pignoramento decorre dalla data di notifica dell'atto: in pratica ciò significa che entro novanta giorni dalla notifica dell'atto di pignoramento immobiliare deve essere presentata l'istanza di vendita.

      Qualora uno dei due termini indicati non vengano rispettati, la procedura deve essere rinnovata.

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