Prova della conoscenza della costituzione del fondo patrimoniale e della natura dei debiti che originano l'azione esecutiva

L'azione esecutiva sui beni del fondo è ammissibile anche quando le obbligazioni siano state contratte al di fuori dei bisogni e delle esigenze della famiglia, se i creditori, al momento del perfezionamento dell'obbligazione, non conoscevano tale estraneità o non si riesca a provare in giudizio che ne erano a conoscenza.

L'onere della prova della consapevolezza del creditore della estraneità del debito alle esigenze familiari è a carico di colui che si oppone all'espropriazione forzata. La prova può essere fornita anche mediante presunzioni semplici, essendo sufficiente dimostrare che lo scopo dell'obbligazione appariva come normalmente estraneo ai bisogni della famiglia.

La circostanza che sia stato solo un coniuge a contrarre l'obbligazione non ne fa necessariamente una obbligazione estranea ai bisogni del nucleo familiare e non può escludersi che sia destinata a sopperire ai bisogni di mantenimento della famiglia una obbligazione, garantita da un bene costituito in fondo patrimoniale da uno dei coniugi, pertinente all'impresa gestita dal coniuge obbligato. Infatti la giurisprudenza di legittimità ha dato una interpretazione ampia del concetto, chiarendo che in tema di esecuzione sui beni del fondo patrimoniale, il principio secondo il quale l'esecuzione dei beni conferiti non può aver luogo per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia, va inteso non in senso restrittivo, come riferentesi cioè alla necessità di soddisfare l'indispensabile per l'esistenza della famiglia, bensì nel senso di ricomprendere in detti bisogni anche quelle esigenze volte al pieno mantenimento ed all'armonico sviluppo della famiglia, nonché al potenziamento della sua capacità lavorativa, restando escluse solo le esigenze voluttuarie o caratterizzate da intenti meramente speculativi.

Deve quindi ritenersi che non sono contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia i debiti inerenti l'attività di lavoro autonomo di un coniuge, allorquando da tale attività la famiglia tragga i mezzi di mantenimento.

In applicazione del principio generale affermato dalla Corte di Cassazione si è ritenuto, inoltre, che non è opponibile alla propria banca la tutela specifica prevista dal codice civile per i beni conferiti al fondo patrimoniale, quando il fido sia stato ottenuto per le necessità di una piccola impresa o società a gestione familiare e comunque destinata a sopperire alle esigenze di mantenimento della famiglia del contraente. Ciascun soggetto interessato a bloccare l'azione esecutiva, cioè l'altro coniuge non debitore e/o i figli, può promuovere opposizione all'esecuzione ex articolo 615 codice di procedura civile al fine di far accertare che non vi è il diritto di procedere esecutivamente da parte del creditore che conosceva l'estraneità ai bisogni familiari della obbligazione contratta.

19 aprile 2014 · Ornella De Bellis

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