Impugnazione dell'avviso di addebito Inps

Per poter impugnare l'avviso di pagamento, il contribuente deve agire alternativamente tramite:

  1. ricorso in via amministrativa all'Inps entro novanta giorni dalla notifica;
  2. ricorso al giudice del lavoro entro quaranta giorni dalla notifica dell'accertamento.

L'impugnazione, comunque, non sospende automaticamente l'esecutività dell'avviso. Questo significa che, dopo sessanta giorni dalla notifica dell'avviso, in assenza di pagamento, l'Inps potrà avviare l'esecuzione forzata.

Il contribuente, tuttavia, una volta impugnato l'atto, può chiederne la sospensione sulla base di validi motivi. Infatti, legittimato ad impugnare l'avviso, oltre che nelle ipotesi di assenza di un requisito essenziale, anche qualora intenda contestare le somme addebitate perché, per esempio, sono già state pagate, o l'errore sul destinatario dell'atto.

Il contribuente può anche impugnare l'atto qualora la sua notifica non sia avvenuta correttamente.

31 gennaio 2014 · Gennaro Andele

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Commenti e domande dei lettori

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  • moscatelli elisabetta 1 aprile 2015 at 11:59

    Mi potete consigliare come eventualmente procedere? O comunque non ne vale la pena..

    • Ludmilla Karadzic 1 aprile 2015 at 12:09

      Economicamente non vale la pena pagare un onorario agli avvocati. Ma una questione di principio può non avere prezzo. Potrebbe, però, provare a contattare un'associazione di consumatori presente sul territorio in cui vive, oppure sul web (l'ADUC ad esempio - ma dovrebbero avere sempre avvocati presenti sul territorio). Se è ancora nei termini (40 giorni dalla notifica dell'avviso di addebito) può riuscire a presentare ricorso al Tribunale competente ad un costo ragionevole. Ci provi.

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