Avviso di addebito da accertamento

L'avviso di addebito da accertamento ha ad oggetto i crediti accertati a seguito di verifica ispettiva dell'Istituto o di altri Enti ovvero a seguito di accertamento d'ufficio notificato con lettera di diffida. Ai fini della formazione dell'avviso di addebito, sia per emissione contributiva che per accertamento, al contribuente viene intimato di adempiere il pagamento della contribuzione dovuta, entro 90 giorni dalla notifica dell'atto di accertamento o della lettera di diffida.

Entro lo stesso termine, il soggetto intimato ha la possibilità di proporre ricorso amministrativo avverso l'atto notificato. La proposizione del ricorso amministrativo, comporta la sospensione dell'azione di recupero fino alla decisione da parte del competente organo amministrativo.

Laddove la decisione del ricorso non intervenga nei termini di decadenza fissati dall'articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, numero 46  sopra riportati, l'Istituto procederà comunque alla formazione e alla notifica dell'avviso di addebito riferito ai crediti oggetto di gravame.

Tale procedimento, nel riconoscere il ruolo del contenzioso come strumento idoneo a consentire un corretto contraddittorio con il soggetto intimato, garantisce la certezza del credito vantato dall'Istituto.

Infatti, l'accoglimento del ricorso, nei termini sopra richiamati, comporta l'esclusione delle partite a debito dalla formazione dell'avviso di addebito in via definitiva.

In caso di reiezione del ricorso, alla mancata attestazione del pagamento delle somme dovute entro 10 giorni dalla notifica dell'esito del ricorso stesso, seguirà la formazione e la notifica dell'avviso di addebito al contribuente e la consegna all'Agente della Riscossione del titolo. In caso di mancato pagamento nel termine assegnato di 60 giorni, l'Agente della riscossione potrà procedere all'avvio delle azioni di recupero coattivo nei confronti del debitore.

In presenza di accoglimento parziale del ricorso dal quale derivi una rideterminazione degli importi addebitati, l'Istituto provvederà a richiedere al debitore il pagamento della somma rideterminata che dovrà essere versata entro 10 giorni dalla notifica della lettera di diffida.

In caso di mancato pagamento nel termine assegnato, come previsto per il caso della reiezione, per gli importi ancora dovuti verrà formato e notificato al debitore l'avviso di addebito che, in caso di mancato pagamento nel termine di 60 giorni, consentirà l'avvio alle azioni di recupero da parte dell'Agente della Riscossione.

Diversamente, qualora decorso il termine di 90 giorni dalla notifica dell'atto di accertamento o della lettera di diffida non venga inoltrato ricorso e il debitore non provveda al pagamento della contribuzione richiesta, verrà formato e notificato l'avviso di addebito che, scaduti i termini per il pagamento (60 giorni dalla notifica) ed in assenza di opposizione (40 giorni dalla notifica), consentirà all'Agente della Riscossione di procedere all'attivazione delle azioni di recupero coattivo.

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  • matteo puglia 19 luglio 2011 at 11:19

    L'avviso di addebito, oltre a sostituire la cartella di pagamento ed eliminare la fase di iscrizione a ruolo, che veniva svolta prima della notifica della cartella stessa, incide su altri aspetti che possono interessare la situazione debitoria. L'efficacia e la valenza giuridica dell'avviso portano infatti a una serie di conseguenze che incidono sull'azienda o sul soggetto debitore.

    In primis, uno degli aspetti più importanti è che l'avviso di addebito, per effetto dell'articolo 30 del Dl n. 78/2010, non può essere sospeso - da parte dell'Inps - in seguito alla presentazione di un ricorso amministrativo ovvero in presenza di un ricorso amministrativo ancora pendente (circolare n. 108/2010). Questo meccanismo, oltre a causare pesanti conseguenze su un'eventuale richiesta del Durc, potrebbe portare altri disagi, lasciando al debitore la sola via del contenzioso giudiziario per sospendere l'avviso.

    Le uniche eccezioni a questa regola riguardano le causali contabili, amministrative o giudiziarie, vale a dire la presenza di pagamenti effettuati e non ancora contabilizzati dall'Inps, la sussistenza di crediti in dilazione iscritti a ruolo e non ancora notificati oppure la presenza di ordinanze di sospensione dell'esecutività dell'avviso.

    Con queste premesse, una volta ricevuto l'avviso, al debitore rimangono sostanzialmente tre strade: innanzitutto il pagamento della contribuzione dovuta, entro 60 giorni dalla notifica, anche in forma rateale (presso l'AdR). Peraltro, in caso di ricorso alla rateazione di debiti ancora in fase amministrativa, occorre prestare attenzione che la definizione della stessa - in attesa del piano di ammortamento - non provochi qualche ritardo nell'avvio del pagamento delle rate accordate, con la conseguenza che i crediti inseriti nella dilazione possano essere oggetto di formazione di avviso di addebito. In tale caso il debitore dovrà affrontare il disagio di richiedere lo sgravio all'Inps.

    Esiste poi la possibilità dell'autotutela: qualora ci si accorga che le somme contenute nell'avviso non siano dovute, per errori commessi dall'istituto in fase di verifica o perché già versate (magari in ritardo e non ancora contabilizzate dall'Inps), conviene attivare questo strumento per ottenere la correzione dell'errore da parte dell'istituto. Si avrà così la sospensione dell'avviso e il successivo sgravio definitivo.

    Infine rimane la strada del ricorso giudiziale: l'avviso di addebito, così come avveniva per le "vecchie" cartelle esattoriali, può essere opposto davanti al tribunale, in funzione di giudice del lavoro, nella cui circoscrizione ricade la sede Inps che lo ha emesso, entro 40 giorni dall'avvenuta notifica. Il giudice stesso, nel corso del giudizio di primo grado, può sospenderne l'esecuzione per gravi motivi.

    Restano invece esclusi dall'invio dell'avviso di addebito - secondo le disposizioni della circolare Inps n. 168/2010 - i crediti oggetto di rateazione, così come quelli inseriti in un piano di rientro (applicazione web sperimentale per le aziende che operano con il sistema Uniemens). Il mancato pagamento di due rate consecutive comporterà però la revoca della dilazione e la richiesta del saldo del debito residuo, mediante la notifica dell'avviso di addebito da parte dell'Inps. Tale somma non potrà più formare oggetto di rateazione presso l'agente della riscossione e dovrà essere pagata entro 60 giorni dalla notifica dell'avviso.