Avviso bonario » Perchè non c'è la dilazione a 120 rate?

Come chiarito in diversi interventi sul nostro blog, l'avviso bonario è una comunicazione dell'Agenzia delle Entrate, con la quale si informa il contribuente del controllo effettuato sulla sua dichiarazione dei redditi, evidenziando eventuali imposte e contributi che non risultano pagati. Se non si paga l'avviso bonario, il debito viene iscritto a ruolo e passato ad Equitalia per la riscossione con cartella esattoriale. In questo articolo ci chiediamo, a nostro avviso giustamente, perché per dilazionare in 120 rate si deve aspettare la cartella esattoriale con tutti gli aggravi (interessi, aggio, notifica) che questa comporta. Non si potrebbe rateizzare in 120 rate, se ne ricorrono le condizioni, anche l'avviso bonario prima che sia iscritto a ruolo e trasformato in cartella esattoriale?

La dilazione fino a 120 rate curiosamente non riguarda gli avvisi bonari ma solo i debiti iscritti a ruolo, cioè le cartelle di pagamento.

Una scelta legislativa incomprensibile criticata da più autori, ai quali ci uniamo.

Sarebbe interessante sapere in base a quale logica giuridica la rateazione amministrativa di un debito è vietata e quella esecutiva per lo stesso debito è permessa.

In questo modo si è tracciata una linea discriminante che acuisce le difficoltà contribuenti più deboli.

Ma vediamo dal punto di vista tecnico quali sono le differenze fra i due istituti e i due diversi trattamenti previsti dalla legge.

Come accennato, quando un contribuente omette di versare quanto dovuto, riceve dall'Agenzia delle Entrate una comunicazione, detta avviso bonario, con cui gli viene richiesto il pagamento entro 30 giorni dell'imposta, maggiorata degli interessi e della sanzione del 10%.

Gli avvisi bonari possono essere rateizzati in un massimo di 6 rate trimestrali per debiti fino a 5 mila euro o in 20 rate trimestrali per quelli superiori.

Quando, invece, nel termine di 30 giorni il contribuente non paga gli importi indicati nell'avviso, l'Agenzia delle Entrate, forma il ruolo e lo trasmette alla società di riscossione la quale notifica una cartella esattoriale che ha carattere esecutivo.

Nel passaggio da avviso bonario a cartella esattoriale, le sanzioni aumentano dal 10 al 30% e l'importo da pagare viene caricato con l'aggio della riscossione, attualmente pari al 8%.

A proposito degli aggi ricordiamo che recentemente la Commissione Tributaria Provinciale di Latina ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di giustizia delle Comunità europee chiedendo se esiste compatibilità fra l'aggio e il diritto comunitario e se lo stesso costituisce aiuto di stato.

Le modalità di trattamento dei due istituti, come detto, divergono e con l'attuazione del Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 6 Novembre 2013 abbiamo la seguente situazione: l'avviso bonario è pagabile in 6 rate trimestrali per importi fino a 5 mila euro e in 20 rate trimestrali per importi superiori, mentre la cartella di pagamento con sanzioni maggiorate ed aggio di riscossione, è pagabile in 120 rate.

Anche in questa occasione le disposizioni non sono a favore dei contribuenti.

6 giugno 2014 · Gennaro Andele

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