Avviso di mora non preceduto dalla regolare notifica dell’atto impositivo – bisogna impugnarli entrambi

In tema di riscossione delle imposte, l’avviso di mora assolve due funzioni:

  • la prima, equivalente a quella del precetto ed avente carattere necessario, consiste nell’accertare il mancato pagamento del debito tributario e nell’intimare al contribuente l’effettuazione del versamento dovuto entro un termine ristretto, con l’avvertenza che in mancanza si procedera' ad esecuzione forzata.
  • la seconda funzione e' eventuale, ha natura sostanziale, e consiste nel portare a conoscenza del contribuente per la prima volta la pretesa erariale, ove l’avviso di mora non sia stato preceduto dalla regolare notifica dell’avviso di accertamento o di liquidazione o della cartella esattoriale.

Pertanto il contribuente il quale lamenti che la notifica dell’avviso di mora non sia stata preceduta dalla regolare notifica degli atti di imposizione, ha l’onere di impugnare congiuntamente sia l’avviso di mora, sia gli atti da questo presupposti e non notificatigli.

In difetto, egli decade non solo dal potere di impugnare i suddetti provvedimenti, ma decade altresi' dal potere di impugnare i successivi avvisi di mora di identico contenuto emessi dall’amministrazione al fine di sanare la sopravvenuta efficacia del primo, per mancato inizio dell’espropriazione nel termine di legge.

Cosi' si e' espressa la Suprema Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza numero 6721, del 4 maggio 2012.


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Stai leggendo Avviso di mora non preceduto dalla regolare notifica dell'atto impositivo Autore Giorgio Valli Articolo pubblicato il 7 maggio 2012 Ultima modifica effettuata il 4 novembre 2014 Classificato nelle categorie notifica atti tributari, notifica cartelle esattoriali, nullità inesistenza illegittimità della cartella di pagamento Etichettato con tag , , , , , , , , , , Archiviato nella sezione origine dei debiti » dichiarazione dei redditi tasse tributi e contributi » notifica degli atti tributari Letture 1.215 Numero di commenti e domande: 3

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Commenti e domande dei lettori

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  • Ludmilla Karadzic 21 agosto 2013 at 12:39

    L’impugnazione della cartella insieme a quello presupposto è una facoltà del contribuente e non un obbligo

    La Cassazione, con la sentenza 17687 del 19 luglio 2013, ha stabilito che il contribuente può decidere di impugnare la cartella di pagamento, senza obbligatoriamente dover unitamente impugnare l’atto presupposto, in quanto si tratta di una facoltà e non di un obbligo
    .
    Nel merito, la Cassazione si era già espressa a Sezione Unite, con la sentenza n. 5791 del 2008, stabilendo che in materia di riscossione delle imposte, atteso che la correttezza del procedimento di formazione della pretesa tributaria è assicurata mediante il rispetto di una sequenza procedimentale di determinati atti, con le relative notificazioni, allo scopo di rendere possibile un efficace esercizio del diritto di difesa del destinatario, l’omissione della notifica di una atto presupposto costituisce un vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto consequenziale notificato

    Secondo i giudici di piazza Cavour, tale nullità può essere fatta rilevare dal contribuente esercitando la scelta di impugnare solo l’atto consequenziale notificatogli (facendo valere il vizio derivante dall’omessa notifica dell’atto presupposto) oppure quella di impugnare cumulativamente anche quello presupposto non notificato (facendo valere i vizi che inficiano quest’ultimo, per contestare radicalmente la pretesa tributaria) Spetterà al giudice di merito, interpretando la domanda, verificare la scelta compiuta dal contribuente, con la conseguenza che, nel primo caso, dovrà verificare solo la sussistenza o meno del difetto di notifica al fine di pronunciarsi sulla nullità dell’atto consequenziale, nel secondo la pronuncia dovrà riguardare l’esistenza, o non, di tale pretesa.

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