Il ricorso contro lo scout speed autovelox

La prima cosa da sapere, in odore di ricorso, è che il sistema autovelox con Scout viola la privacy dell'automobilista.

In particolare, infatti, le foto frontali, scattate, pertanto, a mezzi che provengono in senso contrario al mezzo dei vigili, sono utilizzabili solo se si fa la contestazione immediata, in quanto la direttiva del ministero dell'Interno dell'agosto 2009 vieta le riprese frontali in caso di contestazione differita.

Dunque, se l'auto non viene fermata subito e la multa contestata, si viola la privacy.

E se la foto è oscurata? La musica non cambia.

Ciò, perché è probabile che le foto vengano oscurate in un secondo momento, mentre la foto originale era in chiaro. Dunque la privacy è violata, eccome.

Veniamo alle altre irregolarità.

A parte i tanti refusi nei verbali fatti con il copia-incolla e il mancato deposito in udienza della documentazione relativa allo Scout Speed, c'è l'ulteriore problema che le foto frontali escludono l'identificazione delle moto, visto che non hanno la targa davanti.

Quindi vi è una violazione del principio di uguaglianza.

Se la foto, invece, è fatta da dietro, allora la strada del ricorso è più in salita, ma non impossibile. Comunque, la maggior parte delle foto scattate dagli scout speed autovelox sono frontali, forse perché il sistema funziona meglio così.

Altre eccezioni da contestare riguardano la cartellonistica, sicuramente non adatta, visto che non c'è alcuna informazione al cittadino sul sistema Scout Autovelox.

E non è finita qua, visto che potrebbe essere tranquillamente configurabile anche il reato di omissione in atti d'ufficio da parte della polizia municipale.

Questo, perché, pur accertando subito la violazione, non viene fermato l'automobilista, che in teoria dopo potrebbe anche investire un pedone.

14 aprile 2014 · Andrea Ricciardi

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