Multe da autovelox - Camerino, la Waterloo dei vigili urbani

La polizia municipale non può fare multe sulla superstrada, neanche con l'autovelox. Sembra quasi che a Camerino, un paesino in provincia di Macerata, i vigili urbani stiano un po' antipatici.

Il giudice di pace di questa ridente località, infatti, aveva preso un'importante decisione, alla faccia dell'autovelox: niente multa per l'eccesso di velocità sulla superstrada se a rilevare l'infrazione è la polizia municipale.

Secondo la sentenza del GdP di Camerino numero 842 del 9 Luglio 12, invero, si nota che: i vigili urbani non sono la polizia di Stato, che è in servizio permanente sul tutto il territorio nazionale e, dunque, non risultano legittimati a svolgere il servizio di polizia stradale sulle strade extraurbane principali, che risultano equiparate alle autostrade. E ciò anche se il tratto di strada su cui avviene la violazione del codice della strada ricade entro il territorio del Comune cui afferisce la polizia. E ciò anche se il tratto di strada su cui avviene la violazione del codice della strada ricade entro il territorio del Comune cui afferisce la polizia.

Per evitare l'annullamento del verbale, allora, l'amministrazione locale avrebbe dovuto dimostrare la propria potestà giuridica sul tracciato "incriminato".

Non essendoci riuscita, dunque, ha dovuto rinunciare all'introito legato alla sanzione.

Così era stato accolto il ricorso del trasgressore e cancellata la multa ex articolo 142 comma 8 del codice della strada, anche se l'automobilista andava a 110 chilometri l'ora contro i 90 consentiti.

Infatti, la superstrada dove è avvenuta l'infrazione, aveva osservato il magistrato onorario, è gestita dall'Anas anche se il tratto in cui transitava l'automobilista all'atto della condotta multata rientrava nel territorio del Comune cui appartiene la polizia locale che elevò la contravvenzione.

Il punto, secondo il gdp, era che si trattava di una zona extraurbana.

Insomma: la pulizia municipale non è né ente proprietario né gestore della superstrada e non solo non ha titolo per svolgervi servizio di polizia stradale, ma non può piazzarci né segnaletica né autovelox.

Già in passato la Cassazione, con la sentenza 23813/09, si era pronunciata egualmente sullo stesso tema.

C'è lo stop ai ricorsi contro le sanzioni effettuate dall'autovelox fondati sulla mancata o errata taratura dell'apparecchio.

La Cassazione, con una recente pronuncia, ha praticamente annullato migliaia di ricorsi.

Infatti, con la sentenza numero 1743 del 24 gennaio 2013, la Corte di Cassazione ha affermato che: Le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate e utilizzate per la rilevazione del superamento dei limiti di velocità non devono essere sottoposte ai controlli della legge 273 del 1991 in quanto non rientrano nella previsione di tale normativa che attiene alla materia della metrologica, ossia a materia diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed appartiene alla competenza di autorità amministrative diverse da quelle legittimate alla rilevazione delle infrazioni al codice della strada. Inoltre nessuna norma prevede l'obbligo di taratura e la mancanza di tale previsione non si pone in contrasto con i principi costituzionali di cui agli articoli 3, 24 e 97 Cost.

D’altra parte, l'obbligo di taratura non è previsto da nessuna norma nazionale o comunitaria.

Le stesse circolari del Ministero delle infrastrutture e trasporti (del Direttore della Motorizzazione civile) si limitano solo a “consigliare” la taratura nei soli casi in cui il misuratore della velocità venga adoperato senza la contestuale presenza su strada degli agenti accertatori.

Sulla taratura, non si pronuncia neanche il codice della strada, che nell'articolo 142, comma 6, si limita a prescrivere, ai fini della validità della sanzione amministrativa, la sola omologazione dell'autovelox, recitando così: Per la determinazione dell'osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate, anche per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, nonchè le registrazioni del cronotachigrafo e i documenti relativi ai percorsi autostradali, come precisato dal regolamento.

Ai fini della validità della multa accertata con l'autovelox, quindi, basta dunque solo il fatto che l'agente accertatore abbia dato atto, in verbale, di avere verificato il corretto funzionamento dello strumento.

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