Multe da autovelox - Una interessante sentenza del Tribunale di Firenze

Un viale della città può essere considerata strada urbana di scorrimento soltanto in parte, dunque la multa dell'autovelox è valida se il tratto dell'arteria di collegamento dove è montato l'apparecchio elettronico di rilevamento presenta queste caratteristiche.

È quanto emerge dalla sentenza 1529/13, pubblicata l'8 maggio dalla seconda sezione civile del tribunale di Firenze, nella quale si evince che Deve essere ritenuta valida la sanzione amministrativa per eccesso di velocità rilevata da apparecchiatura elettronica laddove anche solo il singolo tratto dell'arteria dove la violazione al codice della strada è accertata presenta i requisiti di strada urbana a scorrimento di cui al Dl 121/02, laddove, secondo lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (parere del Dir. gen. protocollo 1380 dell'11.3.2011, «poiché raramente le strade hanno una medesima caratteristica lungo tutto il loro tratto si può conferire loro una medesima funzione anche se caratterizzate lungo tutta l'estensione da “differenti tipologie geometriche con difformità dei requisiti per una determinata tipologia” ». Ne consegue che «la classificazione di una strada può esser operata per tratti purché i tratti siano ragionevoli e non siano una successione “con alternanze tanto frequenti tali da non far riconoscere all'utente il tipo di strada sulla quale sta circolando»”»

Così, è stato accolto il ricorso dell'amministrazione contro la sentenza del giudice di pace che annullava la multa per “guida sportiva”.

Il viale cittadino nel tratto dove c'è l'autovelox ha tutte le carte in regola per essere definito strada urbana di scorrimento, requisito necessario al rilevamento automatico della velocità dei veicoli.

Il giudice verifica che, come richiede il Codice della Strada, si tratta di una strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate.

E anche per la sosta «sono previste apposite aree o fasce laterali esterne alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate».

Quindi, secondo il Giudice di merito, nessun dubbio che la titolarità dei requisiti possa essere verificata anche “a pezzi” sulle arterie cittadine più lunghe: è lo stesso ministero dei Trasporti a confermarlo nel parere del direttore generale numero 1380 dell'11 marzo 2011.

È difficile, osservano i tecnici delle Infrastrutture, che le strade abbiano le stesse caratteristiche lungo tutto il loro tracciato: insomma, la classificazione di una strada può esser operata per tratti purché i tratti siano ragionevoli e non siano una successione con alternanze tanto frequenti tali da non far riconoscere all'utente il tipo di strada sulla quale sta circolando.

6 giugno 2013 · Marzia Ciunfrini

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su multe da autovelox - una interessante sentenza del tribunale di firenze.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.