La storia dell'automobilista impavido che ha fatto scaturire l'importante sentenza sugli autovelox

Un automobilista, vittima di autovelox non tarato, non si è perso d'animo e ha portato la questione fino alle alte sfere della Corte Costituzionale.

Una automobilista di Mondovì viene fermata da una pattuglia della stradale per eccesso di velocità: multa e ritiro della patente.

Lei protesta, sostiene che andava assai più piano di quanto registrato dall'autovelox e impugna il provvedimento davanti al prefetto.

E' l'inizio di una lunga battaglia legale e burocratica conclusa con la vittoria di ieri dopo una serie di sconfitte. Il prefetto aveva respinto il ricorso, cosi pure il giudice di pace di Mondovì e, successivamente anche la Corte d'Appello di Torino.

Ma l'automobilista non si è mai persa d'animo, investendo tempo e soldi (per il legale e i ricorsi) è andata fino in Cassazione convinta com'era che l'autovelox che l'ha multata non fosse tarato correttamente. E la Corte di Cassazione ha girato il quesito alla Corte costituzionale.

Così arriva il verdetto che boccia almeno in parte l'articolo 45 del codice della strada.

D'ora i poi forze di polizia e enti locali dovranno dimostrare che periodicamente i loro strumenti di misurazione della velocità sono testati e tarati.

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