Multe da autovelox » A Milano un disastro: pioggia di ricorsi e verbali nulli

Autovelox, a Milano annullate migliaia di multe.

Autovelox: tutti contro il Comune di Milano. E' un problema, veramente, che si sta proponendo in tutta Italia, ma a Milano in modo particolare, essendo una grande città.

La causa è in una norma contraddittoria: il Codice della Strada dà 150 giorni dall'infrazione per notificare la multa stradale al contravventore, mentre una legge del 2010 ha posto un termine di 90 giorni, senza specificare da quando.

A Milano hanno scelto questa interpretazione: i 90 giorni partono da quando il vigile apre il fascicolo di quella determinata multa.

Quindi, stando all'interpretazione del Comune, quei 90 giorni possono scattare da un qualsiasi momento: se il vigile esaminasse nel gennaio 2017 la foto di un'infrazione del'aprile 2014, i 90 giorni si conterebbero da gennaio 2017.

Un'interpretazione capziosa della regola, a sfavore di chi guida, a beneficio di chi incassa, magari per ripianare i debiti del Comune. E infatti, adesso, i giudici di pace annullano le multe ai trasgressori. Che contestano la scelta di Palazzo Marino.

Il risultato è stato una pioggia di ricorsi, con i giudici, come accennato, che hanno dato ragione agli automobilisti beccati dall'autovelox.

Dal canto loro, intanto, i vigili avanzano qualche dubbio. Secondo loro, tutto questo è un danno, perché danneggia il cosiddetto valore educativo della sanzione e le finalità di sicurezza stradale.

Nel frattempo, nascono vademecum sul web per ricordare agli automobilisti di non pagare e ricorrere subito. E siti dedicati come quello di Ricorso multa Milano.

Comunque, ricorsi vinti sono una mazzata per il business del Comune: 5.000 trasgressori fotografati al giorno, un incremento di verbali che sfiorava i 300.000 in un anno.

Volendo fare una media di 100 euro per verbale, siamo su 500.000 euro al giorno di incassi.

Resta da vedere quanti soldi rimarranno in tasca al Comune, magari chiamato anche dai giudici di pace a rimborsare gli automobilisti.

Primo, la quarantina di euro per pagare la tassa allo Stato richiesta quando si ricorre; secondo, i danni da stress dovuti alle perdite di tempo, alle giornate lavorative buttate via, alle tensioni vissute per via dei 90 giorni non rispettati dal Comune.

E adesso, come si muoverà Palazzo Marino: continuerà imperterrito a non rispettare i 90 giorni?

Fra l'altro, più tardi si recapita la multa, e più alte sono le probabilità che l'automobilista ripeta l'infrazione.

18 novembre 2014 · Giuseppe Pennuto

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