L'istanza di autotutela e l'inerzia della pubblica amministrazione

Sussiste inerzia dal momento in cui l'ufficio competente, sollecitato dalla stessa amministrazione o dall'istanza del contribuente, non proceda al riesame della cartella esattoriale oppure non comunichi l'esito del riesame al contribuente che ha inoltrato la richiesta.

L'inerzia diventa inerzia grave quando:

  • l'ammontare delle imposte, interessi e sanzioni supera i 516.456,90 euro;
  • il lasso di tempo intercorso tra la presentazione dell'istanza e la grave inerzia sia irragionevolmente lungo;
  • vi sia stato un errore di persona (o sul presupposto) oppure una duplicazione dell'importo, ovvero quando sull'atto vi sia un vizio rilevante e sostanziale

Relativamente all'elemento temporale, inoltre, tra le ipotesi di grave inerzia vi sono anche:

  1. il mancato esame protratto nel tempo dell'istanza tout court;
  2. la mancata richiesta del parere alla Direzione regionale delle Entrate nei casi in cui è obbligatorio;
  3. la presenza di atti prodromici, nel mancato esame protratto fino all'emissione dell'atto impositivo;
  4. il mancato riesame prima della scadenza dei termini di impugnativa (in quanto con la presentazione del ricorso già potrebbe verificarsi un'ipotesi di danno);
  5. in corso di giudizio per il protrarsi del silenzio dalla data di presentazione dell'istanza e fino al compimento di ulteriori atti processuali (ad esempio, fino all'udienza di trattazione del ricorso);
  6. il prolungato silenzio a fronte di istanza su atti definitivi ove non ricorra la preclusione del giudicato sostanziale.

In tutti i casi di grave inerzia deve intervenire la Direzione regionale dalla quale dipende l'ufficio competente che, d'ufficio o su istanza del contribuente, dovrà sostituire l'ufficio nella sua attività accogliendo o respingendo l'istanza.

In uno dei casi citati, valutato attentamente, ci si può quindi rivolgere alla Direzione Regionale da cui dipende l'ufficio a cui è stata presentata l'istanza, sollecitando un intervento o almeno una valutazione. Nel caso la Direzione ritenga che sussista una grave inerzia, può sostituire l'ufficio nel procedere all'annullamento dell'atto.

29 dicembre 2014 · Andrea Ricciardi

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