La procedura per l'istanza di autotutela su richiesta del contribuente

L'autotutela può avviarsi anche su richiesta del contribuente, che può presentare istanza in carta semplice.

Su di essa deve specificare:

  1. l'atto di cui viene chiesto l'annullamento (totale o parziale);
  2. i motivi per cui si ritiene tale atto illegittimo e quindi annullabile, in tutto o in parte:
    • errore di persona
    • errore logico o di calcolo
    • errore sul presupposto dell'imposta
    • doppia imposizione
    • mancata considerazione dei pagamenti già effettuati
    • presenza di requisiti per fruire di agevolazioni o riduzioni
    • errore materiale del contribuente

La domanda dev'essere presentata all'ufficio di competenza che ha emesso l'atto.

Nel caso si sbagli ufficio, quello che riceve l'istanza deve comunque consegnarla all'ufficio di competenza.

L'ufficio competente al riesame deve, nel caso in cui l'importo dell'imposta e delle sanzioni superi i 516.456,90 euro, sottoporre il caso al parere della Direzione Regionale da cui dipende.

Tale parere è necessario anche qualora l'importo non sia facilmente determinabile ma si possa comunque supporre che esso superi la soglia.

Il parere è vincolante e deve essere riportato nell'atto finale con cui l'ufficio comunicherà al contribuente l'esito del riesame. La Direzione Regionale non deve intervenire, invece, nel caso in cui l'istanza venga rigettata dall'ufficio competente.

Dopo aver esaminato l'istanza e l'atto contestato, l'ufficio deve provvedere ad annullare o correggere lo stesso oppure a rigettare l'istanza, dandone comunicazione al contribuente e fornendo le motivazioni della propria decisione.

L'eventuale annullamento, sia che scaturisca dall'iniziativa dell'ufficio sia che derivi dall'esame di una richiesta del contribuente, riguarda in automatico anche tutti gli eventuali atti successivi a quello esaminato, come ad esempio la cartella esattoriale che segue l'avviso di accertamento, e comporta il rimborso di tutte le somme riscosse in base a questi atti.

Riguardo ai tempi, non fissati dalla legge, una direttiva della Direzione Regionale della Lombardia ipotizza che la decisione venga comunicata al contribuente entro un periodo massimo di 120 giorni dal ricevimento dell'istanza, salvo casi particolari in cui sia necessario un esame particolarmente approfondito.

Da notare bene, comunque, che la presentazione dell'istanza di autotutela non sospende automaticamente i termini per la presentazione del ricorso, nè quelli di pagamento, ambedue di solito di 60 giorni.

Considerando che i procedimenti spesso durano più di due mesi, è bene chiedere, presentando l'istanza, la sospensione di tutti gli effetti dell'atto contestato, compreso il termine di ricorso.

Se ottenuta, la sospensione termina con l'eventuale notifica di un nuovo atto modificativo o confermativo di quello contestato. In questa ipotesi il termine per ricorrere riparte, e il contribuente potrà impugnare, con un successivo ricorso, ambedue gli atti.

Se la sospensione non viene ottenuta, è consigliabile presentare, prima che il termine decorra, il ricorso vero e proprio, per non rischiare che esso diventi inammissibile.

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