Vendita dell'auto, perché andare dal notaio

La norma che ha reso facoltativo l'intervento del notaio nella vendita di veicoli usati (art. 7 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 248) ha creato subito alcuni problemi.

Dal 4 luglio 2006 chi vende un veicolo usato può scegliere se fare autenticare la propria firma da un notaio oppure presso gli uffici del Comune o uno Sportello Telematico dell'Automobilista (Sta).

Le nuove norme, però, sono state dettate con evidente superficialità e ignorando i termini della questione.

Si fa presto a parlare di autentica, ma se non se ne disciplina la modalità e il contenuto, e soprattutto non si prevedono le responsabilità per eventuali errori, il cittadino viene lasciato privo di ogni tutela.

Quando il notaio interviene per autenticare una firma, è obbligato a verificare l'identità e i poteri di chi si presenta a firmare (pensiamo al caso dell'amministratore che firma per una società o un altro ente, a chi interviene per delega di un'altra persona, a chi rappresenta un soggetto incapace, o anche semplicemente ai coniugi che possono essere in comunione dei beni o in regime di separazione legale), e deve controllare il contenuto del documento autenticato (e quindi in questo caso che chi firma sia il proprietario dell'auto).

Inoltre il notaio è tenuto a conservare un elenco cronologico di tutte le autentiche fatte, con i relativi estremi, è sottoposto a continui controlli e in caso di errore risponde personalmente di tutto questo.

Succede allora che, non avendo previsto nulla sulle modalità di queste "autentiche di firma" (le virgolette sono d'obbligo) fatte senza il notaio, quando si applica la nuova legge spuntano subito i problemi per il cittadino.

Anzitutto la maggior parte dei Comuni ha avvertito che gli addetti allo sportello delegati a questo compito si limitano a verificare l'identità di chi ha firmato, e nulla più. Le altre verifiche, infatti, non rientrano nei loro compiti.

E non hanno neanche torto, dato che finora i Comuni potevano autenticare solo le dichiarazioni non aventi contenuto negoziale, e quindi bastava un semplice controllo del documento d'identità.

Le altre verifiche, invece, richiedono una preparazione giuridica approfondita, che l'addetto allo sportello non ha e non è tenuto ad avere.

E anche in caso di verifica demandata alle agenzie di pratiche auto l'utente non ha alcuna garanzia di un comportamento diverso da quello degli impiegati comunali, anche perché la legge non fissa particolari requisiti, e affida questo compito a soggetti che non hanno la necessaria preparazione giuridica (si pensi alle complesse verifiche da effettuare quando è una società a vendere l'auto).

Inoltre, cosa ancora più grave, mentre il notaio è responsabile di ogni suo atto ed è sottoposto a continui controlli, la legge non ha individuato le responsabilità di chi autentica queste firme e le sanzioni per gli errori eventualmente commessi, quindi possiamo facilmente immaginare cosa può succedere.

Il cittadino, allora, è lasciato allo sbando, perché l'acquirente non ha nessuna garanzia che il passaggio di proprietà fatto in questo modo sia effettivamente valido.

Se il venditore ha voluto fare il furbo, oppure è stato un po' distratto, l'acquirente rischia di aver pagato l'auto senza esserne diventato proprietario.

I Comuni, inoltre, non sono tenuti a conservare una copia delle vendite autenticate, e neppure un semplice elenco.

Anche il venditore, allora, deve confidare nella correttezza dell'acquirente, perché se questo, dopo aver ricevuto la dichiarazione di vendita "autenticata", non la porta al Pra per la trascrizione, l'auto rimane apparentemente intestata al venditore, che sarà tenuto a pagare i bolli e le multe, per non parlare di peggio, se l'auto viene coinvolta in un reato con conseguenze penali.

Se la vendita è stata autenticata dal notaio, possiamo chiedere in qualsiasi momento una certificazione che attesta il giorno in cui è avvenuto il passaggio della proprietà, e da quel momento il venditore non ha più alcuna responsabilità sul veicolo.

E l'elenco dei problemi potrebbe continuare, parlando per esempio dei veicoli sottoposti a fermo amministrativo, che non possono circolare.
Chi decide di fare a meno del notaio ottiene un piccolo risparmio, ma rinuncia a una tutela importante.

L'onorario notarile, infatti, incide minimamente sui costi complessivi da sostenere per il passaggio di proprietà di un'auto o una moto.

Senza il notaio, però, l'acquirente perde ogni garanzia circa l'effettivo acquisto del veicolo, e anche il venditore corre dei rischi.

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