Vendere un'auto usata

La vendita di un veicolo usato avviene di solito con la sottoscrizione della dichiarazione di vendita daparte del venditore, che può scegliere se fare autenticare la propria firma da un notaio oppure presso gli uffici del Comune o uno Sportello Telematico dell'Automobilista (STA).

Il trasferimento della proprietà dell'auto avviene nel momento in cui si firma la dichiarazione di vendita, se questa ha una data certa (come avviene quando essa è autenticata dal notaio).

Per le auto immatricolate (o reimmatricolate) dopo il 1993 l'atto di vendita viene redatto direttamente sul retro del certificato di proprietà (Cdp), il documento da cui risulta l'intestatario del veicolo, rilasciato dal Pubblico registro automobilistico (Pra).

Per le auto più vecchie, che non hanno il Cdp, l'atto di vendita viene redatto su un documento separato.

Dal momento in cui il venditore ha firmato l'atto di vendita di fronte al notaio tutte le responsabilità connesse all'uso del veicolo passano in capo all'acquirente, anche se le pratiche per il trasferimento non sono ancora completate. In caso di future contestazioni (per esempio, se chi ha venduto riceve una multa per un infrazione commessa dall'acquirente), sarà sempre possibile richiedere al notaio un certificato che attesta la data del passaggio di proprietà, e quindi della responsabilità.

Ciò non è possibile per le autentiche fatte da soggetti diversi dal notaio.

Il venditore deve consegnare all'acquirente la carta di circolazione del veicolo e il cdp con l'atto di vendita autenticato dal notaio.

A questo punto l'acquirente deve fare aggiornare la carta di circolazione a proprio nome presso un ufficio provinciale del Dipartimento dei trasporti terrestri (l'ex ufficio della Motorizzazione), e fare registrare l'atto di vendita al pubblico registro automobilistico (pra), pagando l'Imposta provinciale di trascrizione (ipt).

La responsabilità di queste operazioni grava sull'acquirente: se non lo esegue entro 60 giorni dall'atto di vendita rischia una multa di 774,69 euro, oltre alle penali per il ritardo nel pagamento dell'ipt.

Data la complessità degli adempimenti, può essere opportuno rivolgersi a uno sportello dell'automobile club d'Italia (Aci) oppure a un'agenzia di pratiche automobilistiche, che si occupa di tutte le formalità. In questo caso il venditore deve sempre firmare l'atto di vendita, mentre l'acquirente deve solo ritirare i documenti, una volta completate tutte le pratiche.

È importante, in particolare, ricordarsi di ritirare il nuovo cdp, che deve essere richiesto al Pra entro 60 giorni dalla firma dell'atto di vendita.

Questo documento non serve per usare l'auto (non c'é l'obbligo di tenerlo a bordo) ma sarà necessario al momento della rivendita del veicolo (o della sua rottamazione).

La responsabilità per la mancata richiesta grava sempre sull'acquirente, anche quando egli affida la pratica a un'agenzia.

Con l'avvio degli sportelli telematici dell'automobilista è possibile ottenere in tempo reale l'aggiornamento della carta di circolazione e del cdp, rivolgendosi alle agenzie abilitate (collegate in via telematica con il dipartimento dei trasporti terrestri della motorizzazione civile e il pra).

Ricordiamo infine che prima di acquistare un'auto usata è opportuno verificare anche l'assenza di un fermo amministrativo sul veicolo eseguendo una visura al pra prima di formalizzare l'acquisto dell'auto.

Anche in questo è possibile farsi assistere dal notaio.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.