Associazione consumatori e quota sul pignoramento dello stipendio

Si tratta di una strategia rischiosa, ma potrebbe avere un suo fine ed una sua validità.

Forse, all'associazione consumatori a cui si è rivolto, hanno omesso di spiegarle che il comportamento adottato può conseguire risultati nella fase successiva all'eventuale decreto ingiuntivo chiesto al giudice dalla finanziaria.

Ora, non è che il giudice possa fare il generoso con i soldi altrui e negare, ad esempio, il pignoramento dello stipendio al creditore procedente. Ma, tanto per fare un esempio, può decidere sull'entità della quota da pignorare. A fronte di un comportamento dimostratosi "virtuoso" da parte del debitore potrebbe non calcare la mano e non concedere il massimo della quota pignorabile (20%).

Si corre un rischio, naturalmente, in quanto al giudice adito potrebbe fregare niente della buona volontà del debitore di adempiere ai suoi obblighi nei limiti delle proprie possibilità economiche.

In ogni caso i soldi versati andrebbero certamente a defalcare l'ammontare del debito e non sarebbero in ogni caso persi.

La cosa importante è che il debitore sia consapevole di ciò cui va incontro. In altre parole, egli deve conoscere il contesto, anche relativamente alle conseguenze che potrebbero concretizzarsi seguendo i consigli che gli vengono forniti.

26 ottobre 2012 · Stefano Iambrenghi

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