Assegno rubato » La banca è responsabile se non lo comunica al cliente

È responsabile la banca se ha informato con ritardo il cliente riguardo ad un assegno rubato.

E'quanto emerge dalla sentenza 14838/13 della prima sezione civile della Corte suprema. Quelli che seguono, i fatti.

Tizo versa un assegno sul proprio conto corrente in banca. La banca N (negoziatrice) glielo accredita. L'assegno era stato emesso da Caio su un modulo della banca trattaria T,

Dopo qualche giorno la banca trattaria T comunica alla banca negoziatrice N che l'assegno (insieme ad altri) era stato oggetto di rapina, regolarmente denunciata, e quindi non poteva trasferirne il controvalore perché non in possesso del modulo firmato dal traente Caio. La banca negoziatrice, allora, chiede a Tizio la restituzione di quanto gli aveva già accreditato.

Il problema è che la banca negoziatrice informa Tizio e chiede indietro i soldi solo un anno dopo essere stata informata dalla banca trattaria che l'assegno era stato rubato.

Tizio non intende restituire un solo centesimo. La banca negoziatrice si rivolge allora ai giudici e la vicenda approda in Cassazione.

Gli ermellini danno ragione a Tizio e ai suoi eredi, nel frattempo intervenuti in giudizio.

Scrivono a piazza Cavour che la banca negoziatrice N è responsabile, perché, pur sapendo dell'assegno sottratto, informa successivamente il cliente (Tizio), non dandogli la possibilità di avvalersi dei mezzi di tutela che l'ordinamento prevedeva in suo favore per recuperare il controvalore dell'assegno: azione cambiaria, ammortamento e, soprattutto, insinuazione nella procedura di fallimento che (proprio durante l'anno trascorso dal versamento dell'assegno alla richiesta di restituzione dell'accredito) aveva interessato Caio, debitore di Tizio.

18 luglio 2013 · Giovanni Napoletano

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