Funzione economica di un assegno bancario

L'assegno ha la funzione economica di mezzo di pagamento: può essere utilizzato in sostituzione del denaro da chi ha una disponibilità di fondi presso una Banca: in tal caso, il cliente della Banca, anziché prelevare i soldi per pagare un creditore, può dare l'ordine alla Banca di effettuare il pagamento al creditore, emettendo un assegno bancario a favore di quest’ultimo.

L'assegno bancario costituisce titolo esecutivo: ciò significa che, se presentato all'incasso nei termini previsti dalla legge e decorrenti dalla data indicata nell'assegno, deve essere pagato. Il termine di presentazione è:

  • 8 giorni, se l'assegno è pagabile nello stesso comune in cui è emesso;
  • 15 giorni, se è pagabile in un comune diverso da quello in cui fu emesso;
  • 20 giorni, se è pagabile in uno Stato diverso da quello in cui fu emesso, ma europeo o appartenente al bacino del Mediterraneo;
  • 60 giorni, se è pagabile in uno Stato diverso da quello in cui fu emesso ed appartenente ad un diverso continente (articolo 32 regio decreto 21/12/33 numero 1736).

Si noti che l'assegno, anche se non presentato nei termini, costituisce sempre titolo esecutivo nei confronti del traente (di chi ha emesso l'assegno); si perde, tuttavia, l'azione di regresso nei confronti dei giranti (cioè, l'azione che viene esperita nei confronti dei giranti, anziché nei confronti di colui che ha emesso l'assegno, per ottenere il pagamento della somma indicata nell'assegno).

Decorsi i termini di presentazione, il traente (colui che ha emesso l'assegno) può dare l'ordine alla Banca di non pagare l'assegno e può disporre altrimenti dei fondi senza incorrere nel reato (ormai depenalizzato) di emissione di assegni a vuoto. In mancanza di tale ordine, la Banca può pagare ugualmente, anche dopo la scadenza del termine (articolo 35 regio decreto 1736/33).

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  • Piergiu 18 settembre 2012 at 06:42

    Salve.
    Ho avuto il seguente problema:
    scadenza assegno (dato al fornitore) 31/03; mancanza copertura per bonifico in transito sul mio conto; ripresentato dalla banca stessa il 02/04 (timbro stanza di compensazione 03/04) e pagato regolarmente; comunicazione dalla mia banca per emissione di assegno in violazione art. 2 L. 386/60.... (pagamento soli oneri facciali, accessori esclusi).
    A causa di una mia negligenza (data dal fatto che l'assegno comunque era stato pagato) non producevo entro i termini di scadenza, la quietanza da parte del fornitore, che per l'assenza dell'Amm.re Delegato, veniva redatta (da notaio) 3 gg oltre la scadenza, pur indicando che tutti gli importi dovuti erano stati pagati entro i termini.
    Ora... ok io ho "sbagliato".
    Ma è normale che, dopo il "crimine" commesso (con tutte le conseguenze derivatene), la data di valuta dell'assegno (sul mio estr. conto), sia comunque 31/03 e quella dell'operazione sia 10/04? Al fornitore risulta pagato il 02/04.
    Grazie per eventuali chiarimenti

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