Pignoramento quinto dello stipendio - per evitarlo è necessario concordare un piano di rientro con il creditore

Stia pure tranquillo: per debiti derivanti da assegni a vuoto o scoperti oggi, per fortuna, non ci si macchia la fedina penale.

Fino al 1999 non era così! Infatti, solo con il Decreto Legislativo 507/99 è entrata in vigore la depenalizzazione di alcuni reati connessi all'emissione di assegni a vuoto o scoperti. Secondo la vecchia disciplina normativa, la legge 15/12/90 numero 386, esistevano due fattispecie di reato:

  1. l'emissione di assegni bancari senza l'autorizzazione del trattario (cioè, la Banca) punibile con la reclusione da 3 mesi ad 1 anno;
  2. l'emissione si assegni bancari senza provvista, sanzionato con una multa da 300 mila Lire a 5 milioni o la reclusione fine a 8 mesi.

Questo Decreto Legislativo ha, senza alcun dubbio, rappresentato, per il nostro paese, un bel passo avanti verso un livello di civiltà giuridica più adeguato, lontano da quel mondo popolato da debitori galeotti raccontatoci con maestria da Charles Dickens.

Ed allora, nulla potrà venire fuori dal certificato dei carichi pendenti relativamente al protesto che l'ha coinvolta.

Il pignoramento del quinto dello stipendio non è una misura attivata d'ufficio. Quando il creditore verrà a conoscenza del fatto che lei ha ottenuto un posto fisso, molto probabilmente chiederà un precetto e procederà al pignoramento presso terzi.

Pertanto, se lei desidera che il suo datore di lavoro non venga a conoscenza di questo "disguido", non le resta altro da fare che contattare il creditore e concordare con lui un piano di rientro.

17 ottobre 2012 · Genny Manfredi

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