Che cos'è l'assegno per il nucleo familiare e quando è dovuto: principi generali

Vediamo, in linea piuttosto generale, che cos'è l'assegno per il nucleo familiare, quando e, soprattutto, a chi è dovuto.

Gli assegni per il nucleo familiare, o ANF, sono un'integrazione del reddito del nucleo familiare corrisposta dall'Inps a chi abbia un reddito al di sotto di limiti fissati ogni anno per legge.

L'assegno spetta ai lavoratori dipendenti (anche part time) e ai pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari siano composti da più persone e che abbiano redditi inferiori a quelli determinati ogni anno dalla legge.

Il nucleo familiare è composto dal richiedente, dal coniuge (purché non legalmente ed effettivamente separato e quale che sia il suo reddito) e dai familiari fiscalmente a carico; ai fini dell'assegno non conta il nucleo familiare anagrafico, come risulta dallo stato di famiglia, ma quello fiscale, come indicato nella dichiarazione dei redditi.

L'assegno viene rilasciato anche in caso di coppia di fatto con figli secondo quanto prevede la circolare 48/1992 dell'Inps chiarendo che il convivente non viene considerato tra i componenti del nucleo familiare e che il suo reddito non fa cumulo rispetto al reddito del genitore richiedente.

In sostanza il genitore richiedente, risulta genitore single con figli. Gli assegni per i figli vengono corrisposti fino ai 18 anni che salgono a 21 nel caso i figli siano apprendisti o studenti di scuola media inferiore e a 26 anni nel caso in cui siano iscritti all'università e nel limite del corso legale di laurea. Per figli inabili al lavoro gli assegni vengono corrisposti senza limiti di età.

L'assegno viene corrisposto a chi abbia un reddito almeno per il 70% dovuto a lavoro dipendente o a pensione a carico dei fondi dei lavoratori dipendenti. L'assegno viene corrisposto dal datore di lavoro, per conto dell'Inps ai lavoratori dipendenti in attività o direttamente dall'INPS nel caso in cui sia destinato a: addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore di ditte cessate o fallite, lavoratore iscritto alla gestione separata o che abbia diritto agli assegni come beneficiario di altre prestazioni previdenziali.

La domanda va presentata ogni anno e deve essere indirizzata al proprio datore di lavoro, se si svolge attività lavorativa dipendente o all'INPS nel caso in cui a presentarla sia: addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore iscritto alla gestione separata, ovvero abbia diritto agli assegni come beneficiario (la domanda può essere inoltrata via web, contact center o patronati).

Qualsiasi variazione del reddito o della composizione del nucleo familiare (ad esempio la nascita di un figlio), durante il periodo di richiesta dell'assegno, deve essere comunicata entro 30 giorni al datore di lavoro o all'INPS.

Gli assegni arretrati vanno richiesti al datore di lavoro entro 5 anni, dopo i quali si prescrivono. Possono essere richiesti all'Inps solo nel caso di impossibilità accertata di pagamento da parte dell'azienda in cui si lavora o si lavorava.

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