Mantenimento » Si ad assegno divorzile se ex marito fa carriera ed ex moglie no

Mantenimento post divorzio: Si ad assegno se ex marito fa più carriera dell'ex moglie » Sentenza Cassazione

Sì all'assegno di mantenimento in favore della moglie se l'ex marito fa carriera e lei no.

Questo importante concetto è stato stabilito dalla Corte di Cassazione la quale, con la pronuncia 23080/13, ha sancito che: È legittimo l'assegno di mantenimento alla moglie se il marito avanza professionalmente incrementando il reddito nonostante il coniuge debole abbia ereditato dai genitori alcuni immobili.

A parere degli Ermellini, pertanto,è legittimo l'assegno di mantenimento alla moglie se il marito avanza professionalmente incrementando il reddito. Non importa, a tal fine, se il coniuge debole abbia ereditato dai genitori alcuni immobili.

Mantenimento post divorzio: Si ad assegno se ex marito fa più carriera dell'ex moglie » Considerazioni

Già altre volte, i giudici di piazza Cavuour, in tema di mantenimento, avevano applicato il principio secondo cui, per l'ex coniuge più debole economicamente, andava tenuto lo stesso tenore di vita matrimoniale.

Anche dalla sentenza in esame si evince, infatti, che l'assegno divorzile corrisposto al coniuge bisognoso serve, appunto, a garantirgli la medesima qualità della vita che aveva da sposato.

Non conta che, nonostante la rottura del matrimonio, entrambi i coniugi siano autosufficienti, né che il coniuge più agiato economicamente si sia risposato.

La cosa rilevante è la disuguaglianza reddituale tra i due ex coniugi.

Se esiste, deve essere colmata con la corresponsione dell'assegno divorzile al soggettomeno ricco.

Mantenimento post divorzio: Si ad assegno se ex marito fa più carriera dell'ex moglie » La fattispecie

La prima sezione civile, in linea con la Corte veneziana, ha ritenuto legittimo l'assegno valutando l'incremento di reddito del marito a seguito di un avanzamento in ambito lavorativo e la mancanza di una progredita carriera della moglie, nonostante fosse una professionista.

La Suprema corte ha ritenuto congruo il giudizio della Corte di merito che non ha escluso o ridotto ulteriormente l'obbligo di contribuzione sulla base di una divergente situazione finanziaria nonostante l'incremento patrimoniale e reddituale goduto dalla donna che ha ereditato dal padre alcuni immobili e la situazione economica dell'uomo dovuta al secondo matrimonio.

Insomma, gli incrementi di reddito derivanti dal progredire della carriera professionale dell'obbligato configurano la legittimità dell'assegno divorzile.

L'ex consorte deve mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.

21 ottobre 2013 · Andrea Ricciardi

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