Assegno - obbligatorietà della clausola non trasferibile

L'assegno con la clausola "non trasferibile" non può essere pagato se non al "prenditore" che può accreditarlo sul proprio conto corrente.

Egli non può girare l'assegno se non ad una banca con la girata "per incasso" o "valuta per incasso". Le girate apposte nonostante il divieto si considerano come non scritte, ed anche l'eventuale cancellazione della clausola si considera mai fatta.

La clausola può essere apposta anche da un girante (quindi dopo una o più girate regolari), con gli stessi effetti.

La clausola "non trasferibile" è   obbligatoria per tutti gli assegni bancari (postali e circolari) di importo uguale o superiore ai 1.000  euro.

Gli assegni che il traente intesta a se stesso, con le formule "mio proprio", " a me medesimo", etc.,  possono anche essere di importo superiore ai 1.000  euro ma saranno sempre "non trasferibili" ed utilizzabili solo per l'incasso di denaro (si vedano le nuove regole sulla girata, inserite più avanti).

Gli assegni di importo uguale o superiore ai 1.000 euro  emessi senza clausola "non trasferibile" o senza il nome del beneficiario sono pagabili, ma la Banca che provvede deve segnalare l'irregolarità al Ministero dell'Economia che può comminare delle sanzioni.

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Stai leggendo Assegno - obbligatorietà della clausola non trasferibile Autore Annapaola Ferri Articolo pubblicato il giorno 16 giugno 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 13 febbraio 2017 Classificato nella categoria assegno - clausole e situazioni particolari Inserito nella sezione assegni cambiali e conti correnti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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