Smarrimento, furto o distruzione di un assegno circolare

In caso di smarrimento, furto o distruzione dell'assegno, se ne può fare denuncia alla banca trattaria e chiedere il cosiddetto "ammortamento" facendo ricorso al Tribunale del luogo in cui l'assegno  è pagabile o del luogo in cui il richiedente ha domicilio.

L'ammortamento è una procedura tramite la quale viene, nello stesso tempo, privato di validità l'assegno sottratto, smarrito o distrutto e data la possibilità al proprietario dello stesso di incassarne l'importo.

Il Tribunale in pratica emette un decreto con il quale il viene autorizzato il pagamento decorsi 15 giorni dalla data di pubblicazione del decreto stesso, salvo opposizione. Decorso tale termine senza opposizione l'assegno non ha più alcuna efficacia e la riscossione può avvenire con il decreto di ammortamento.

L'ammortamento non è previsto per gli assegni non trasferibili. In questi casi si ha diritto ad ottenere, a proprie spese, un duplicato dell'assegno denunciandone lo smarrimento, il furto o la distruzione al traente e alla banca trattaria.

In caso di smarrimento, furto o distruzione di un assegno circolare, può procedere alla richiesta di ammortamento sia il beneficiario che la banca emittente.

E' competente il Tribunale di qualsiasi luogo in cui vi sia uno sportello della banca che ha emesso l'assegno circolare, oppure il luogo in cui il ricorrente ha domicilio.

Se l'assegno circolare è emesso con la clausola "non trasferibile" (obbligatoria se l'importo supera i 999 euro) la procedura di ammortamento non è necessaria.

Il prenditore in questo caso ha diritto di ottenere, dopo 20 giorni dalla denuncia, il pagamento dell'assegno direttamente presso la filiale alla quale la denuncia è stata fatta.

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Commenti e domande dei lettori

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  • beppe666 19 giugno 2013 at 14:19

    Mi è stata recapitata una raccomandata dalla prefettura in cui mi si contesta l'emissione di assegno senza autorizzazione. Preciso che questo assegno è stato pagato con bonifico e che un notaio mi ha consegnato l'assegno rimasto impagato con su scritto annullato, con timbro banca e notaio. Cosa mi consigliate di fare?

    • Simone di Saintjust 19 giugno 2013 at 15:28

      Mi sembra di capire che lei abbia emesso un assegno senza autorizzazione. E che, accortosi dell'errore, abbia poi richiamato l'assegno e proceduto al pagamento tramite bonifico.

      Purtroppo, capita spesso che l'impiegato di banca troppo zelante proceda comunque alla segnalazione al Prefetto.

      Se ritiene, tuttavia, di essere stato oggetto di una segnalazione illegittima, può provare a presentare ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario. Il ricorso può essere inoltrato con raccomandata AR, allegando anche la documentazione che ritiene probante alle sue ragioni.

      Non serve il supporto di legali et similia. Qui troverà tutte le informazioni necessarie.

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