Smarrimento, furto o distruzione di un assegno circolare

In caso di smarrimento, furto o distruzione dell'assegno, se ne può fare denuncia alla banca trattaria e chiedere il cosiddetto "ammortamento" facendo ricorso al Tribunale del luogo in cui l'assegno  è pagabile o del luogo in cui il richiedente ha domicilio.

L'ammortamento è una procedura tramite la quale viene, nello stesso tempo, privato di validità l'assegno sottratto, smarrito o distrutto e data la possibilità al proprietario dello stesso di incassarne l'importo.

Il Tribunale in pratica emette un decreto con il quale il viene autorizzato il pagamento decorsi 15 giorni dalla data di pubblicazione del decreto stesso, salvo opposizione. Decorso tale termine senza opposizione l'assegno non ha più alcuna efficacia e la riscossione può avvenire con il decreto di ammortamento.

L'ammortamento non è previsto per gli assegni non trasferibili. In questi casi si ha diritto ad ottenere, a proprie spese, un duplicato dell'assegno denunciandone lo smarrimento, il furto o la distruzione al traente e alla banca trattaria.

In caso di smarrimento, furto o distruzione di un assegno circolare, può procedere alla richiesta di ammortamento sia il beneficiario che la banca emittente.

E' competente il Tribunale di qualsiasi luogo in cui vi sia uno sportello della banca che ha emesso l'assegno circolare, oppure il luogo in cui il ricorrente ha domicilio.

Se l'assegno circolare è emesso con la clausola "non trasferibile" (obbligatoria se l'importo supera i 999 euro) la procedura di ammortamento non è necessaria.

Il prenditore in questo caso ha diritto di ottenere, dopo 20 giorni dalla denuncia, il pagamento dell'assegno direttamente presso la filiale alla quale la denuncia è stata fatta.

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