I presupposti su cui si basa il funzionamento dell'assegno

L'assegno è uno strumento di pagamento con il quale il cliente titolare di un conto corrente dà alla propria banca una disposizione di pagamento che potrà essere a favore di una determinata persona (all'ordine) o al portatore. Giuridicamente si tratta di un titolo di credito (a vista) che ha valore di titolo esecutivo, quindi di strumento tramite il quale è possibile, in caso di mancato pagamento, agire direttamente sul patrimonio del debitore.

I presupposti su cui si basa il suo funzionamento sono da una parte la disponibilità di denaro sul conto (considerando anche gli eventuali fidi) e dall'altra l'autorizzazione della banca all'emissione.

Deve obbligatoriamente contenere:

  • la denominazione di assegno inserita nel contesto del titolo ed espressa nella lingua in cui esso è redatto;
  • l'ordine incondizionato di pagare una somma determinata;
  • il nome della Banca emittente che deve pagare (trattario) e le coordinate del conto corrente su cui l'assegno è appoggiato;
  • il luogo di pagamento;
  • la data e il luogo di emissione;
  • la sottoscrizione del soggetto che lo emette (il traente titolare del conto corrente).

Il titolo dove manca uno dei detti elementi non vale come assegno, escluso il caso in cui:

  • manchi l'indicazione del luogo di pagamento: in questo caso vale il luogo indicato a fianco del trattario. In mancanza di altre indicazioni l'assegno è pagabile nel luogo di emissione o nel luogo dove il trattario ha la sua sede;
  • manchi il luogo di emissione: in questo caso si considera sottoscritto nel luogo indicato accanto al traente.

La somma da pagare viene espressa in cifre ed in lettere. In caso di discordanza vale la cifra scritta in lettere. Se la somma è scritta più di una volta,in cifre od in lettere, vale quella minore.

All'atto del rilascio da parte della banca dei moduli di assegno il correntista richiedente dovrà dichiarare di non essere interdetto all'emissione di assegni (magari conseguentemente all'emissione di un assegno senza provvista o senza autorizzazione con successiva iscrizione al CAI).

Una falsa dichiarazione in tal senso comporta la reclusione da sei mesi a due anni (si veda l'articolo 37 del decreto legislativo 507/99).

Per l'assegno non è prevista accettazione, nè del debitore (ovviamente, visto che è lui stesso che lo emette) nè della banca incaricata di pagare. La banca quindi NON è direttamente obbligata verso il portatore riguardo al buon esito dello stesso, essa si impegna solo nei confronti dell'emittente (traente) in base allo specifico contratto (convenzione di assegno).

Quel che può semmai essere chiesto alla banca emittente per cautelarsi da eventuali problemi legati alla mancata riscossione è chiederle il cosiddetto "benefondi" ovvero notizie sulla copertura dell'assegno.

Questa informazione, secondo le regole della privacy, può essere data soltanto ai soggetti legittimati all'incasso o alla negoziazione dell'assegno e deve limitarsi a confermare o meno l'esistenza dei fondi necessari a coprire lo stesso, senza aggiungere alcun dato in più .

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